La Polizia locale lancia le “Strade d`argento”

Ad aprile presso la Sala convegni

Castelfidardo – Nasce dalla collaborazione fra più realtà e da una rinnovata attenzione verso utenti “brizzolati”, il progetto Strade d’argento che si concretizzerà nel mese di aprile con gli appuntamenti di venerdì 6 ore 15.30, e sabato 14 ore 10.30, presso la sala convegni.

Un’iniziativa ideata dall’Amministrazione Comunale per il tramite del Comando di Polizia locale per fornire una sorta di assistenza e di aggiornamento gratuito a patentati di lungo corso che devono confrontarsi ogni giorno con nuove norme e principi di sicurezza stradale.

In forza della sinergia instaurata con l’Asur Area Vasta 2, le autoscuole Cantiani e Franco e l’Unitre, nel corso dell’incontro aperto alla partecipazione di tutti i cittadini, si proporranno tre filoni di informazioni.

La dott.ssa Agnese Collamati si soffermerà sulle interferenze alla guida dei farmaci più comunemente usati da persone di una certa età; la Polizia locale illustrerà le più recenti novità introdotte dal Codice della Strada, vedi la responsabilità alla guida dei veicoli in relazione al trasporto dei bambini, mentre le autoscuole proietteranno un video realizzato nella viabilità cittadina per spiegare la nuova segnaletica: come si impegnano correttamente le rotatorie o gli attraversamenti pedonali, come si assicurano correttamente i bimbi nei sedili anteriori e quant’altro.

A completamento del progetto, la possibilità per chi lo desidera di effettuare anche una sorta di prova di guida (anch’essa gratuita) e la stampa di una guida con schede semplici e sintetiche che forniscono consigli su come muoversi sulla strada, in auto, in bici, come pedone o come adulto responsabile del trasporto dei più piccoli.

Info: 071 7829313; 071 782 3725.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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