For a piece of cake sabato 16 marzo in Auditorium

Chiara e Riccardo raccontano il viaggio da Cesena a Singapore con il diabete 1

Castelfidardo, 15 marzo 2019 – Per chi ha il diabete mangiare un pezzo di torta è proibito, ma facendo sport si possono ridurre i medicinali. La mostra fotografica organizzata dalla Consulta Pari Opportunità di Castelfidardo, porta da Cesena a Singapore in compagnia di Chiara Ricciardi e Riccardo Rocchi che sabato 16 marzo, ore 18.00, saranno presenti in Auditorium San Francesco all’inaugurazione.

È la testimonianza di un viaggio che sembrava impossibile con il diabete di tipo 1, immagini che documentano: “prima di tutto lo spazio all’interno del quale ci siamo spostati: in mezzo a tutta questa grandezza noi, piccoli, colorati, curiosi esseri, tutti forza di volontà e di energia. Il connubio fotografia-ciclismo è stato difficile – raccontano gli autori – spesso la fatica del corpo ci ha obbligato a lasciare foto orfane lungo il margine della strada”.

Lungo tutta la strada ci ha accompagnati la percezione di essere minuscoli su qualcosa di enorme, lo sguardo arrivava lontano e il corpo lo rincorreva, pedalata dopo pedalata. Siamo usciti dal nostro habitat, circoscritto e famigliare, per entrare in uno spazio vasto e sconosciuto…

For a piece of cake, apertura mostra fino al 31 marzo con orari 10.00-12.00 e 16.00-19.00.

Con il patrocinio del Comune, della Fondazione Ferretti, della Fondazione Carilo e del Coni e la collaborazione di altre 18 associazioni cittadine e il benestare di Asvis nazionale.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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