Aperto il tesseramento al Milan Club Castelfidardo

Fra i tanti benefit accesso alla sede dotata di 3 saloni con 2 maxischermo ad alta definizione

Castelfidardo, 11 settembre 2020 – È un momento difficile questo per tutto l’ambiente calcistico di ogni livello e categoria. Lo è anche per i tifosi, a prescindere dai colori d’appartenenza: il coronavirus non scherza e non guarda in faccia nessuno.  Ma è proprio nei momenti difficili che si vede il vero tifoso, quello fedelissimo che vuole dimostrare davvero quanto tiene ai colori della maglia della squadra del cuore.

Su questo semplice concetto, il Milan Club Castelfidardo lancia la campagna tesseramento soci. «Iscriversi al club significa essere tifosi rossoneri di serie A – rimarcano i responsabili – in quanto riconosciuti ufficialmente da AC Milan, grazie alla nostra affiliazione all’Aimc, associazione italiana Milan Clubs. Iscriversi significa entrare a far parte della grande famiglia rossonera che sostiene il Milan sempre e comunque, al di là del risultato».

Con la tessera, il socio ha diritto a:

  • Kit del tifoso comprendente tessera, t-shirt o cappellino, nuovi adesivi celebrativi, fotoposter, calendarietto;
  • Regalo di 2 biglietti omaggio per San Siro (partecipando in pullman) per una partita di campionato a scelta tra quelle che il club proporrà durante la stagione quando si potrà andare allo stadio;
  • Accesso alla sede dotata di 3 saloni con 2 maxischermi con visione Skytv in alta definizione per assistere a tutte le partite del Milan di Serie A e Coppa Italia, preliminari e eventuali turni successivi di Europa League;
  • Prelazione su biglietti e posti in pullman per tutta la stagione quando si potrà tornare allo stadio;
  • Sconto straordinario sull’ acquisto della maglia da gara ufficiale del Milan, con personalizzazione e numero a scelta, con patch sulle maniche;

Per dare seguito alle iscrizioni: info@milanclubcastelfidardo.it; sito: www.milanclubcastelfidardo.it

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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