Temporaneo spostamento del mercato rionale in piazza Aldo Moro

Mugugni e perplessità ma anche pareri favorevoli all’iniziativa da parte degli ambulanti coinvolti: e se lo spostamento diventasse definitivo?

In occasione delle feste patronali e del Rosso Conero, quindi dal 24 agosto fino al 5 settembre, il mercato settimanale del mercoledì si sposta dal centro città in periferia, dislocandosi presso Piazzale Aldo Moro.

Uno spostamento inusuale che cozza contro le abitudini dei residenti abituati, da sempre, alla dislocazione nella centrale Piazza Roma. In pratica, per circa due settimane, si capovolgeranno le abitudini dei cameranesi. Di solito erano i periferici ad andare a fare la spesa dagli ambulanti in centro. Con questo spostamento temporaneo saranno quelli del centro a spostarsi in periferia.

Piazzale Aldo Moro con le bancarelle del mercato
Piazzale Aldo Moro con le bancarelle del mercato (foto Laura Randeni)

Come tutti i cambi d’abitudine, anche questo ha prodotto qualche mugugno e, in alcuni casi come negli anziani, qualche effettiva difficoltà motoria a raggiungere le bancarelle in periferia. Ma gli ambulanti, i veri protagonisti dello spostamento, cosa ne pensano?

Interpellati dal giornale, gli ambulanti hanno espresso pareri discordi. Nel rispetto della privacy ometteremo i loro nomi evidenziando però i pareri e gli interventi. Diciamolo subito, c’è chi è molto scontento dell’iniziativa: “La gente non viene fin quaggiù a far spesa – si è lamentato più d’uno – poi non c’è l’acqua per lavarsi o lavare i prodotti. Davvero scomodo!”

A questi fanno da contraltare i pareri dei favorevoli: Bello qui, c’è tanto spazio, un bel passaggio di auto grazie a Via Loretana che scorre a un metro. C’è molta più visibilità che in centro e tanti posteggi”.

In ultimo, quelli che stanno in mezzo e che non mancano mai: “Per noi è indifferente, qui o là fa lo stesso, purché si venda”.

Così, tanto per giocare, abbiamo buttato lì una provocazione: e se lo spostamento del mercato in Piazza Aldo Moro diventasse definitivo? abbiamo chiesto agli ambulanti. Le risposte, manco a parlarne, sono risultate scontate. Gli scontenti della prima ora sono inorriditi all’idea; quelli favorevoli allo spostamento temporaneo, non vedrebbero l’ora; quelli che stanno in mezzo si sono detti indifferenti: “tanto, qui o là, che differenza fa?

Già, che differenza fa? Per noi spostare il mercato in piazza Aldo Moro farebbe tantissima differenza, in positivo, ovvio. Apriamo un dibattito? A voi la parola.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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