È Carnevale, sono tornate le giostre a Camerano

Attrazioni aperte al pubblico in Piazza Aldo Moro da sabato 19 febbraio a domenica 20 marzo

Camerano, 16 febbraio 2022 – Quando inizia il Carnevale 2022? Detto che ormai da tempo la tendenza è quella di allungare le feste, quest’anno il Carnevale inizia domenica 13 febbraio (quindi, ci siamo già), e si concluderà martedì 1° marzo, con le seguenti date per i principali festeggiamenti:

  • giovedì 24 febbraio 2022, Giovedì Grasso
  • domenica 27 febbraio 2022, Domenica di Carnevale
  • martedì 1° marzo 2022, Martedì Grasso

Carnevale senza giostre non è però Carnevale. A Camerano sono arrivate ieri, e da oggi i giostrai hanno iniziato a montare le attrazioni. Sono ritornate in Piazza Aldo Moro, la loro ubicazione storica, dopo un tentativo fatto nel recente passato di allocarle in Via Donatori di sangue vicino al parcheggio del Palazzetto dello Sport.

Sono tornate con le stesse attrazioni: l’autoscontro, le catene (o calcioinculo), il trenino del bruco per i più piccoli. D’altronde, è sempre la stessa anche la famiglia di giostrai guidata dal sessantenne Claudio Vacone. Per arrivare ad avere i permessi qui a Camerano, Claudio a suo tempo ha impiegato tre anni: domande su domande, richieste andate a vuoto finché, alla fine, il Comune s’è deciso e gli ha concesso, parliamo di sei anni fa, lo spazio necessario in Piazza Aldo Moro. Ovviamente a pagamento.

Camerano – Iniziato il montaggio delle giostre in Piazza Aldo Moro

Claudio e le sue giostre resteranno a Camerano per un mese. L’apertura al pubblico delle attrazioni è prevista per sabato 19 febbraio, e andranno avanti fino a domenica 20 marzo ben oltre il termine del Carnevale. Ma va bene così, dopo tutte le restrizioni pandemiche sopportate dai ragazzi un po’ di sano divertimento all’aria aperta non guasta di certo!

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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