Coinvolgente serata Reggae al Caffè letterario al ritmo dei Ciani’s

Camerano. Secondo appuntamento stagionale ieri sera, venerdì 4 novembre, al Caffè letterario,  con una prima parte del cartellone tutto improntato sulla musica.

I Ciani's in concerto al Caffé letterario di Camerano
I Ciani’s in concerto al Caffé letterario di Camerano

Di scena i Ciani’s, un gruppo anconetano che propone musica Reggae di grande qualità e coinvolgimento. La formazione presente ieri al “cantinone”: alla tastiera Marumba, alla voce Andread, alla voce Natty Jack, alle percussioni Irie  Ste’, alla batteria Zizze, al basso Orlando.

Voi dite pure quello che vi pare ma per chi scrive in questi nomi pseudo giamaicani qualcosa di anconetano c’è. Quantomeno, l’ironia.

È stato un gran bel concerto, diciamolo subito, tutto improntato sul ritmo e sulla verve di questi musicisti capaci di coinvolgere e far ballare un pubblico eterogeneo e partecipe. D’altro canto, come si può resistere a certe cadenze musicali così fortemente sincopate, con evidenti influssi del rock and roll, del rhythm and blues e del calipso. Se poi, a questa miscela irresistibile già di per sé, aggiungi l’accompagnamento in controcanto di un buon bicchiere di Rosso Conero, capisci quanto sia facile lasciarsi andare e partecipare.

Partecipazione, gioia di viversi e un bicchiere di rosso di quello buono al concerto dei Ciani's tenuto al "cantinone"
Partecipazione, gioia di viversi e un bicchiere di rosso di quello buono al concerto dei Ciani’s tenuto al “cantinone”

Il pubblico… Non si capisce come sia possibile riuscire a far stare così tanta gente dentro un locale come questo di Piazza Matteucci nato per tutt’altra cosa. Eppure, centinaia e centinaia di ragazzi erano lì ieri sera a godersela. E quelli che non stavano all’interno per mancanza di spazio, stavano all’esterno a chiacchierare, fumare e condividersi con gioia un venerdì sera di spensierata amicizia. Ché, di questi tempi, non guasta e c’è bisogno.

Un plauso va ai ragazzi della Pro loco e di Finestre Rosse, i veri motori del Caffè letterario: disponibili, sorridenti, simpatici e puntuali. Già, puntuali, perché venerdì prossimo saranno sempre lì ad aspettarci.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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