Civiche benemerenze 2022: i cameranesi invitati a proporre nominativi

Le proposte vanno depositate presso l’Ufficio protocollo del Comune dal 1° al 31 maggio

Camerano, 14 aprile 2022 – “Il Comune, interprete dei desideri e dei sentimenti della cittadinanza, individua tra i suoi doveri quello di additare alla pubblica estimazione tutti coloro (persone, associazioni, enti od istituzioni) che attraverso la loro attività, con opere concrete nel campo delle scienze, della cultura, del lavoro, delle arti, dello sport, o con iniziative di carattere sociale, umanitario e filantropico, o con particolari atti di coraggio e di amore verso gli altri, abbiano in qualsiasi modo giovato alla Città di Camerano, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro personale virtù, sia servendone con disinteresse e dedizione le singole istituzioni, sia promuovendo nuove iniziative d’interesse comunitario”.

Con questo fine il Comune ha istituito speciali segni di benemerenza:

  • il Sigillo di Camerano, riservato alle persone fisiche, abbinato ad un “attestato di Cittadino benemerito”;
  • la Medaglia di Camerano riservata a istituzioni, enti, associazioni o analoghi, abbinata ad un “Attestato di Cittadinanza Benemerita”.

Il Sigillo di Camerano consiste in un distintivo con su riportato lo stemma del Comune così come rappresentato nel Gonfalone Comunale. La Medaglia di Camerano consiste nella riproduzione su lastra dello stemma del Comune. Le civiche benemerenze vengono conferite con cadenza annuale, in concomitanza della ricorrenza della festività di San Giovanni Battista, Patrono di Camerano, nel corso di un Consiglio Comunale aperto appositamente convocato.

Le “proposte di concessione” possono essere inoltrate, oltre che da figure interne all’Amministrazione, anche da Enti, Istituzioni, Associazioni e da singoli cittadini che, per la loro conoscenza diretta, siano in grado di sottolineare le attività ritenute degne di essere pubblicamente riconosciute. Devono essere depositate dal 1° al 31 maggio 2022 presso l’Ufficio protocollo del Comune.
I Benemeriti vanno scelti nelle seguenti classi:Classe I – Benemeriti per le Scienze, Lettere ed Arti:
a) benemeriti nel campo delle Scienze (tecniche, giuridiche, mediche)
b) benemeriti nel campo delle Arti Figurative
c) benemeriti nel campo delle Lettere (critici, storici, giornalisti)
d) benemeriti nel campo della Musica e dello Spettacolo.

Classe II – Educatori (insegnanti, formatori, volontariato educativo);

Classe III – Lavoratori, Imprenditori, Operatori economici ed Animatori di Istituzioni cittadine:
a) Lavoratori, Imprenditori ed Operatori economici
b) Promotori, Animatori e Dirigenti di Istituzioni culturali ed artistiche
c) Promotori, Animatori e Dirigenti di Attività o Associazioni sportive ed Atleti di rilievo.

Classe IV – Mecenati, Filantropi e Benemeriti nelle varie attività Sociali ed Assistenziali;

Classe V  – Enti, Istituzioni ed Associazioni Cameranesi (od analoghi);

Classe VI – Collaboratori dell’Amministrazione Comunale (consulenti, funzionari o dipendenti esterni membri di commissioni ecc.);

Classe VII – Benemeriti per atti di coraggio, per particolari manifestazioni di amore verso la
Città;

Classe VIII – Promotori di nuove iniziative che abbiano contribuito allo sviluppo della Città.

Per coloro che non sono cittadini di Camerano ma hanno compiuto azioni con l’intento di far conoscere e divulgare o testimoniare il nome, aspetti socio- culturali, usi e costumi del paese è istituito il titolo di “Ambasciatore della cultura di Camerano”. Se tale impegno è particolarmente significativo o prolungato può essere affiancato dalla “cittadinanza onoraria”.

Per info, Ufficio Cultura – Affari Generali, tel. 071 730 30 58 – Fax 071 730 30 41.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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