Chopas e Irene Arerê inaugurano la stagione invernale del Caffè Letterario

Camerano. World Music e folclore sudamericano ieri sera, venerdì 28, per la prima stagionale del Caffè Letterario in piazza Umberto Matteucci.

Sotto le volte a botte dell’ormai celeberrimo locale cameranese, si sono dati appuntamento centinaia di ragazzi appassionati e non del genere, perché mica è detto che devi saperne di musica per partecipare. A volte è sufficiente, per aggregare, l’offerta di un buon bicchiere di Rosso Conero.

Il concerto
Chopas e Irene Arerè in concerto con World Music al Caffè Letterario di Camerano 

Sul palco, ad esibirsi, il duo Chopas e Irene Arerê, dove Chopas sta per Simone Coppari, di Filottrano e Irene Arerê sta per Irene Cacciamani, di Santa Maria Nuova. Voce ed effetti, lei; chitarra, armonica, grancassa e cembalo, lui (gli ultimi due suonati con i piedi).

E a dispetto degli strumenti suonati con i piedi, Chopas è un ottimo strumentista. E Irene una voce adattissima al repertorio, che modula e governa con maestria. World music, dicevamo in apertura, ritmi del folclore latino che spaziano dall’Argentina al Brasile e a Cuba.

Il pubblico presente alla serata inaugurale della stagione invernale del Caffè Letterario
Il pubblico presente alla serata inaugurale della stagione invernale del Caffè Letterario

Un genere che gli spettatori hanno dimostrato di gradire particolarmente, a giudicare dal loro ancheggiare sulle note di “Solo le pido a dios” di Leon Gieco, o “Gracias a la vida” di Violeta Parra, o “Hoy” di Gloria Estefan, solo per citarne alcuni.

«Siamo stati segnati da questo genere all’età di sedici anni – racconta Irene per spiegare la scelta di questa musica non proprio commerciale – frequentando a Rimini un locale, il Melody Mecca, che mandava folclore latino anche se velocizzato. Da lì questa musica m’è entrata dentro e ancora m’accompagna».

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Un venerdì sera piacevole, dunque, al “cantinone”con musica calda, avvolgente e passionale che ha dato lustro a questa prima del Caffè Letterario.

Il duo musicale, per chi volesse seguirlo, lo trovate su face book.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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