“Carta Famiglia”: un sostegno alle famiglie numerose

Vale anche per famiglie con disabili e affidatarie

Camerano – Parte dal’Amministrazione comunale l’iniziativa Carta Famiglia, che rientra nel piano dei provvedimenti per affrontare questo periodo di grave crisi economica. Consiste nel rilascio gratuito di una tessera che consente ai fruitori di godere di sconti, agevolazioni e promozioni da parte degli operatori commerciali e delle associazioni sportive locali che aderiscono al progetto.

La Carta Famiglia è riservata a:

  • famiglie numerose con tre o più figli di età fino a 26 anni,
  • famiglie con figli disabili a carico sempre di età fino a 26 anni,
  • famiglie affidatarie.

rinnovo: le famiglie già in possesso della tessera rilasciata negli anni passati devono recarsi presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune per richiedere la convalida per l’anno in corso, purché permangano i requisiti.

nuovo rilascio: le famiglie che accedono all’iniziativa per la prima volta devono richiedere la Carta Famiglia utilizzando l’apposito modulo presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune, che provvederà al rilascio della tessera in presenza dei requisiti richiesti

La tessera è utilizzabile da tutti i componenti il nucleo anagrafico familiare dell’intestatario della scheda ed ha validità per tutto l’anno in corso. Va presentata alla cassa degli esercizi commerciali prima dell’inizio della battitura dei prezzi.

elenco esercizi commerciali aderenti e percentuali di sconto

Miriam calzature – Calzature Via Garibaldi 41 – 10% su tutti gli articoli

Centro ottico Alice – Via Garibaldi 101 – 10% occhiale da vista e da sole; 5% lenti a contatto

Parafarmacia dott.ssa Del Bello – Via Loretana 124/D – 15% su: farmaci S.O.P. e O.T.C.; 15% su farmaci omeopatici; 20% su dietetica e cosmesi Bimbi ( su prodotti non in promozione )

Farmacia San Giovanni – Via Papa Giovanni XXIII n. 27 – 10% parafarmaco, sanitaria, cosmetica, dispositivi medici

Pasta fresca di Giovagnoli Ivan – Via Garibaldi 27 – 10% su tutti i prodotti alimentari che si producono nel laboratorio

Pizzeria pasticceria Lu e Lia – Via Maratti 36 – 5% sulla fornitura di pizza

Mente Locale – Via Maratti 23 – 10% su pane, affettati e scaffale, 5% su gastronomia, pasticceria

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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