Camerano – Quanto pesa perdere peso!

In città, un corso mirato con protocolli nutrizionali e supporto psicologico

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Camerano – È inutile star qui a ripeterlo, chi ci ha provato sa cosa significhi provare a perdere peso: diete ferree e variegate, rinunce, sacrifici alimentari che, il più delle volte, non producono i risultati sperati. E, quando ci riescono, l’apprezzabile risultato dura meno del tempo speso per raggiungerlo.

Provare a perdere peso, e quel che più conta riuscire mantenere lo status raggiunto, è molto più difficile di quanto si pensi. Questione di tante componenti spesso trascurate o male praticate nel diffuso fai da te: dieta alimentare non calibrata “su misura” per ogni singolo soggetto, non siamo tutti uguali e l’organismo di ognuno ha specifiche esigenze alimentari; ritmi quotidiani non rispettati; mancanza di esercizio fisico da accompagnare alla dieta e via dicendo.

Senza dimenticare la testa. Già, perché forse uno non ci si pensa ma il successo nel provare a perdere peso quasi sempre passa da lì. Dalla nostra capacità di mettere in campo la forza di volontà necessaria a raggiungere lo scopo.  Sai di quante “scuse” è capace la nostra testa pur di evitarci tutti quei sacrifici? Infinite.

Se ti arrangi, forse qualche risultato lo porti a casa. Qualche chilo lo perdi, ma poi? Quanto dura? Chi ti aiuta? Chi ti consiglia? Se invece ti affidi ad un pool di professionisti in grado di supportarti, consigliarti, seguirti passo passo prima, durante e dopo la dieta, la possibilità riuscita aumenta in modo esponenziale. Meglio se questi professionisti sono medici e psicologi esperti della materia.

L'interno del
L’interno della Medicina di Gruppo a Camerano, in Viale Ceci 28, dove si svolgeranno gli incontri del corso di supporto al dimagrimento 

Riassumendo:

  • Desideri dimagrire ma hai difficoltà a perdere peso?
  • Non riesci a mantenere il peso perduto, né una sana alimentazione?

Da oggi, o meglio dal 24 gennaio, probabilmente le risposte a queste due domande le puoi trovare a Camerano, presso la sede della Medicina di Gruppo in Viale Ceci 28.

Qui, quattro professionisti, due esperte in nutrizione e due psicologhe e psicoterapeute hanno pensato ad un corso di supporto rivolto a pazienti e non, mirato ad aiutare, consigliare e seguire chi intende perdere peso ma incontra una serie di difficoltà.

La dottoressa Maria Ferrandino
La dottoressa Maria Ferrandino, esperta in nutrizione

Il corso, che si terrà presso la Medicina di Gruppo di Camerano, Viale Ceci 28, si articola in:

(incontri di gruppo)

  • imparare le tecniche per affrontare le difficoltà legate alla perdita di peso;
  • individuare le situazioni a rischio e trovare un’alternativa al cibo;
  • imparare a riconoscere e a gestire la “fame emotiva”;
  • imparare a mantenere il peso perduto e a prevenire le ricadute;
  • imparare a seguire una sana alimentazione:

(incontri individuali)

  • con un medico esperto in nutrizione, per l’individuazione di protocolli nutrizionali personalizzati.
Le psicologhe e psicoterapeute
Le psicologhe e psicoterapeute Silvia Trucchia e Barbara Sorichetti

L’intero ciclo di dieci incontri ha una durata di circa sei mesi (giusto in tempo per la prova costume, ndr)

La presentazione di questo innovativo corso di supporto al dimagrimento si terrà martedì 24 gennaio alle 21 presso la sede della Medicina di Gruppo di Camerano alla presenza dei medici:

Maria Ferrandino, medico chirurgo, cell. 339 1434762

Marina Paesani, medico chirurgo specializzando in scienza dell’alimentazione, cell. 335 1407181

E delle psicologhe:

Barbara Sorichetti, psicologa e psicoterapeuta, cell. 392 2429197

Silvia Trucchia, psicologa e psicoterapeuta, cell. 334 8434655

Chi fosse interessato alla presentazione del corso, o volesse maggiori delucidazioni, può tranquillamente telefonare alle dottoresse che sono da subito a disposizione.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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