Camerano – Operativo lo sportello Urp on-line

Una comodità in più per avere informazioni senza muoversi da casa

Camerano – L’Urp, ufficio relazioni con il pubblico del Comune è raggiungibile da alcuni mesi con un semplice click da un apposito banner presente sull’homepage del sito istituzionale.

Grazie a questa nuova pagina i cittadini hanno a disposizione un ulteriore canale che aggrega informazioni utili al cittadino, fa conoscere indirizzi e orari degli uffici, mette a disposizione la possibilità di fare segnalazioni e/o riceverne tramite alcuni servizi ad hoc, inserire valutazioni agli uffici e, in ultimo, rende più facile districarsi sulla consultazione di atti, documenti, modulistica e procedure dell’Ente.

Le informazioni pubblicate, che sono in continuo aggiornamento e modifica, sono state suddivise per aree tematiche e riguardano le richieste di informazioni che maggiormente riceve l’ufficio.

Attraverso il link “contatta l’urp per quesiti e richiesta di informazioni” i cittadini hanno la possibilità di richiedere, direttamente da pc o smartphone (da casa o dall’ufficio, anche a sportello chiuso, 24 ore su 24, 7 giorni su 7), attraverso una semplice e-mail, tutte quelle informazioni che dovessero risultare non disponibili al momento della ricerca ed ottenere risposta in breve tempo, evitando così di recarsi direttamente in Comune.

La sede del Municipio di Camerano

Effettuando l’iscrizione ai “servizi anagrafici ed elettorali” sarà possibile invece accedere ai propri dati presenti nel database comunale ed effettuare le richieste che il sistema mette a disposizione.

Chiaramente non vengono lasciati soli quei cittadini che non sono pratici di internet. Lo sportello dell’ufficio Urp sarà comunque aperto al pubblico il martedì, giovedì e venerdì dalle 10.30 alle 13.00; lunedì, mercoledì dalle 08.30 alle 10.30. Negli stessi orari sarà possibile parlare con un operatore telefonando al numero 071730301 o, in alternativa, allo 0717303053.

Il compito dell’Urp è quello di facilitare e migliorare l’ascolto dei bisogni dei cittadini e sarà orientato sempre più ad ottimizzare la qualità del rapporto tra sfera pubblica e società civile.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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