Camerano: “Junker” l’App che aiuta a fare la differenziata

Scaricabile gratuitamente su “App Store” e “Google Play”

È attivo anche a Camerano “Junker” l’applicazione per smartphone e tablet, scaricabile gratuitamente su “App Store” e “Google Play”, in grado di fornire tutte le informazioni inerenti la raccolta differenziata.

junker-logo

L’app scansiona il codice a barre di un prodotto lo scompone nelle materie prime che lo costituiscono e indica in quali bidoni vanno gettate le varie parti indicando anche le generalità del prodotto, dell’imballaggio e informazioni aggiuntive sul rifiuto da conferire.

Se il prodotto non viene riconosciuto basta fotografarlo tramite l’applicazione e trasmetterlo a “Junker” che in pochi minuti risponde con le info richieste e contemporaneamente viene aggiunto nell’archivio a beneficio degli altri utenti.

Se non è presente il codice a barre l’app riconosce anche il simbolo del materiale o in alternativa è possibile digitare il nome del prodotto.

junker

Oltre al riconoscimento dei rifiuti, all’interno del menù è possibile visualizzare il calendario aggiornato della raccolta domiciliare materiale per materiale, settimana per settimana ed è possibile attivare le notifiche della raccolta del giorno dopo.

Saranno inoltre indicate informazioni utili sui contatti, sui risultati conseguiti, sugli orari del Centro Ambiente e una mappa indicherà i punti di raccolta o informazione, che possono essere aggiornati anche dall’utente tramite geolocalizzazione.

È possibile utilizzare “Junker” anche in inglese, francese, tedesco e tramite l’app “Talkback” (un servizio di accessibilità che consente agli utenti non vedenti o con problemi di vista di interagire con i loro dispositivi), può essere usato da utenti non vedenti non solo per fare la differenziata, ma anche per leggere le etichette di tutti i prodotti in commercio.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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