Camerano – Centro estivo per minori estate 2017

Camerano – L’Amministrazione comunale anche per l’anno 2017 propone il Centro Estivo (dal 3 al 31 Luglio) per i bambini residenti di età compresa tra i 4 anni compiuti e gli 11 anni allo scopo, fra l’altro, di supportare le famiglie nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Il Centro funzionerà dalle ore 7,45 alle ore 13,00 (dal Lunedì al Venerdì). Le domande dei bambini residenti in altri Comuni verranno accolte solo in caso di disponibilità di posti e secondo l’ordine di presentazione.
La gestione del servizio, affidata a Cooperativa individuata dal Comune, garantirà un programma suddiviso in due  fasce di età (4 -7 anni e 8-11 anni) che, in continuazione con l’anno precedente, comprende attività di laboratorio, sportive e piscina. Per ogni fascia di età ci sarà un referente, il cui nominativo verrà comunicato alle famiglie all’inizio del servizio per eventuali chiarimenti e osservazioni.

I moduli per l’iscrizione sono reperibili sul sito internet del Comune. La  mancata o saltuaria frequenza al servizio non prevede la restituzione della quota pagata, se non in presenza di gravi e documentati motivi di salute.

LE TARIFFE 

FASCE ISEE

da

a

tariffa

1^ fascia

€ 0,00

€ 12.000,99

€ 177,00

2^ fascia

€ 12.001,00

€ 26.000,99

€ 185,00

3^ fascia

> di € 26.001,00

€ 197,00

Non Residenti € 197,00

Le domande dovranno essere riconsegnate entro il 22 Giugno unitamente all’autocertificazione ed alla ricevuta del versamento da effettuare presso la Tesoreria Comunale  Banca di Filottrano – Credito Cooperativo di Filottrano e Camerano soc.coop  – (IBAN IT48B0854937260000140191962) pari all’importo della tariffa individuata in relazione alla fascia ISEE di appartenenza.Nella causale del versamento andrà specificato il nome del bambino a cui si riferisce l’iscrizione.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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