Una nuova piazza e una scultura dedicate a Vincenzo Cardarelli

Inaugurazione domenica 24 marzo a Piazzale Marino

Sirolo, 21 marzo 2019 – In occasione della giornata del FAI che si terrà a Sirolo domenica 24 marzo, alle ore 10 in Piazzale Marino, nel punto più panoramico del paese, verranno inaugurate una nuova piazza ed una scultura I Gabbiani – realizzata e donata dallo scultore marchigiano Luigi Rubini – entrambe dedicate al celebre poeta Vincenzo Cardarelli, laziale di nascita ma marchigiano d’origine.

“Gabbiani sulla roccia” una scultura di Luigi Rubini (foto dal catalogo dell’artista)

Il poeta, in realtà, era un Romagnoli e proprio durante una visita nella sua terra d’origine scrisse a Sirolo nel 1919 la poesia I Gabbiani, considerata un autentico capolavoro dello scorso novecento ed una pietra miliare della poesia italiana. La poesia venne pubblicata solo nel 1934 e poi nel 1942. Alcuni critici di allora, erroneamente, ritennero fosse ispirata alle coste liguri, all’epoca frequentate dall’insigne poeta.

Cardarelli si è sempre sentito marchigiano, tanto da esprimere il suo orgoglio scrivendo: “d’essere marchigiani bisogna meritarselo“. E Sirolo gli rende, quale illustre marchigiano, doveroso omaggio.

Sirolo – Uno scorcio di Piazzale Marino (foto d’archivio)

Per l’occasione, la Perla dell’Adriatico verrà arricchita con un percorso artistico lungo tutto Piazzale Marino, che si concluderà proprio in Piazza Cardarelli, dove verranno collocate quattro lapidi realizzate dal Maestro Màlleus dell’Antica Bottega Amanuense “Studi Malleus” di Recanati, realizzate grazie al contributo dell’imprenditore turistico Pierluigi Lamponi, sulle quali sono stati scolpiti, oltre alla suddetta poesia ‘I Gabbiani’, i versi immortali dedicati alle Marche e alla Riviera del Conero scritti da D’Annunzio, Stendhal e Piovene.

Interverranno il sindaco Moreno Misiti, lo scultore Luigi Rabini, il Maestro Màlleus, l’imprenditore turistico Pier Luigi Lamponi, lo scrittore e critico letterario Giorgio Burattini, l’assessore regionale al turismo e ai beni culturali Moreno Pieroni.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Clima, ambiente e Greta Thunberg

Un paio di trecce salveranno il Mondo… forse


19 aprile 2019 – «Parlo a nome delle future generazioni: nel 2030 avrò 26 anni, mi dicono che sarà un’età meravigliosa perché avrò la vita davanti a me, ma non ne sono così sicura». Ha esordito così, ieri al Senato della Repubblica, Greta Thunberg, la sedicenne svedese divenuta paladina mondiale dello sviluppo sostenibile, e contro il cambiamento climatico, con lo slogan: “Sciopero scolastico per il clima”.

«Le persone come me – ha continuato Greta – hanno avuto tutto ciò che potevano immaginare ma forse alla fine non avremo nulla, perché il nostro futuro c’è stato scippato. Ci avete mentito, ci avete dato false speranze, ci avete detto che il futuro era una cosa alla quale potevamo guardare ed è così, ma solo per ora».

Questa ragazzina con le trecce, amica di Papa Francesco e icona di milioni di studenti, non gliel’ha certo mandato a dire ai nostri soloni della politica: «Il cambiamento sta arrivando e non potete farci niente. Basta solo decidere di fare una cosa, per farla – ha detto loro – Come per i fondi raccolti in 24 ore per Notre Dame».

Greta Thunberg con il cartello: “sciopero scolastico per il clima” (foto di Anders Hellberg)

E proprio qui sta il punto, la chiave di volta dell’intera questione. In un mondo opportunista, egoista, cieco per comodo e per profitto qual è quello che viviamo, ci sono le risorse economiche per fare di tutto e di più. Basta decidere di volerlo fare. E fino ad oggi, sul tema climatico e su quello della salvaguardia del Pianeta dall’inquinamento, i potenti del Mondo hanno deciso di non fare. E quel poco che è stato fatto ha inciso sui risultati lo zero virgola…

Nazioni sorde come gli Stati Uniti e la Cina, i maggiori inquinatori del Pianeta, fanno orecchie da mercante alle azioni e ai protocolli messi in campo con grande difficoltà dall’Europa. Troppo grandi, per loro, gli investimenti da mettere in campo per ridurre gli effetti del surriscaldamento del Pianeta. Inutili, a loro dire, perché non è l’inquinamento delle loro fabbriche a produrre il fenomeno.

Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, ha rivolto un grazie speciale a Greta: «Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare il tema ambientale al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile e tortuosa».

Belle parole, Presidente, ma la gente è stufa delle parole. Occorrono fatti concreti, azioni importanti e durevoli. Questo pianeta non appartiene a lei, alla Cina o agli Stati Uniti, appartiene alle generazioni future. Noi siamo solo un tramite, e abbiamo l’obbligo e il dovere di consegnare loro lo stesso pianeta ereditato dai nostri nonni e dai nostri padri. Non un torrente, una specie animale o un albero di meno. Sarebbe un furto all’Umanità.


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