Presentato il restauro del Polittico Vivarini

L’intervento su “Incoronazione della Vergine e Santi” opera dei fratelli veneti Antonio e Bartolomeo costerà 32mila euro

Osimo, 18 marzo 2019 – Tradizionalmente datato intorno al 1464, il Polittico venne commissionato dall’Ordine dei Frati Minori Osservanti di Osimo e da questi conservato sino alla soppressione delle congregazioni religiose, avvenuta con il Decreto Valerio. Inizialmente posizionato presso la chiesa dell’Annunziata Vecchia, l’opera fu trasferita presso la chiesa dell’Annunziata Nuova, poi nell’attuale Sala Giunta del Palazzo Municipale (oggi Sala Vivarini), e infine nel 2000 il suo collocamento al Museo Civico.

Osimo – Particolare del Polittico Vivarini

Il Politticco dei fratelli Vivarini rappresenta l’opera centrale del patrimonio artistico della città di Osimo, stimabile in svariati milioni di euro. Le sue condizioni richiedevano un serio intervento conservativo, più volte sollecitato dagli esperti del settore negli ultimi decenni. Dunque, la decisione dell’Amministrazione comunale di procedere al restauro dell’opera: 32mila euro il costo, di cui 15.500 raccolti attraverso lo strumento legislativo dell’art bonus.

Osimo – da sx: Mauro Pellegrini, Maria Laura Passarini e Simone Pugnaloni durante la conferenza stampa di presentazione del restauro

I dettagli del restauro sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa, alla presenza del sindaco Pugnaloni, del suo vice Mauro Pellegrini e della restauratrice Maria Laura Passarini, già protagonista in passato di importanti interventi di recupero delle opere ospitate presso la mostra Capolavori Sibillini, le opere ferite dal sisma.  

Il restauro del Polittico prevede due fasi distinte: la prima diretta alla disinfestazione degli insetti xilofagi (tarli) con sistema anossico; la seconda fase, estetico-conservativa, in cui si procederà al recupero di elementi decorativi della cornice, alla pulitura e al ripristino di alcune parti della tela affette da micro sollevamenti del colore. Il restauro dell’opera dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.  Già avviate le trattative con la Curia e la Soprintendenza per posizionare il Polittico presso il Museo Diocesano, essendo il Museo Civico inagibile a seguito del sisma del 2016.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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