PopUp Festival porta l’arte nella casa di riposo Padre Bambozzi

Gli anziani ospiti coinvolti nella realizzazione di disegni che Allegra Corbo ha trasformato in un collage

Osimo, 12 settembre 2020 – Continua PopUp!Festival 2020, con una nuova opera che questa volta porta l’arte urbana nella casa di riposo Padre Bambozzi di Osimo, per coinvolgere gli anziani nel rinnovamento del loro ambiente quotidiano, la sala ricreativa dove trascorrono le giornate.

Osimo – Allegra Corbo. Sullo sfondo, La prima molecola

Si intitola La prima molecola, a realizzarla è Allegra Corbo, visual artist e performer, vissuta nella scena underground italiana ed europea, capace di misurarsi negli ultimi anni con diversi contesti sociali attraverso lavori community specific.

L’opera di Osimo nasce da un progetto dell’impresa creativa PopUp Studio, in collaborazione con l’artista e con il supporto della Fondazione Padre Bambozzi. Il lavoro è iniziato lo scorso autunno, prima della pandemia, con un workshop di otto incontri concepito per rendere partecipi alla creazione gli anziani, alcuni di questi ultracentenari.

Osimo – Un momento con gli anziani della casa di riposo Bambozzi e i loro ricordi botanici

«Prima c’è stato il dialogo. Abbiamo cominciato dai ricordi. Scavando nelle epoche del vissuto, ognuno ha fatto riemergere le proprie memorie “verdi”: i giardini e orti dell’infanzia, gli alberi dai quali mangiavano i frutti, le pietanze vegetali amate, la flora del balcone, le erbe raccolte nel campo, i fiori dell’amato» spiega Allegra Corbo.

Quindi quelle memorie sono state riprodotte con varie tecniche artistiche, disegno e acquerello dal vivo, cut-out, stampa blockprint. Erano i mesi di ottobre e novembre, poi è arrivata la pandemia con il lockdown e le misure di stretto confinamento per la casa di riposo Padre Bambozzi, rimasta per tutto questo periodo Covid free.

Osimo – Allegra Corbo al lavoro

Il lavoro è quindi ripreso a settembre, con PopUp!Festival 2020. Le immagini dipinte dagli anziani sono state ridisegnate da Allegra Corbo in una microsintesi e il risultato è un collage immaginifico sulla parete della sala ricreativa, un giardino visionario dove la natura si incontra con la rimembranza.

Osimo – La sala ricreativa della casa di riposo Padre Bambozzi

il presidente della Fondazione Bambozzi, Laura Cionco, ha ribadito: «Lo scambio culturale tra chi vive all’interno della struttura e chi vive all’esterno è un valore aggiunto per la città e per la piccola comunità della residenza per anziani, ancora di più in questo momento di restrizioni. Siamo convinti che la cura in un luogo armonioso ed esteticamente felice trovi miglior effetto. Confidiamo quindi nel beneficio dell’Arte».

Al lavoro per l’opera, fin dal suo inizio in ottobre, hanno preso parte anche alcune studentesse del corso di Moda dell’Istituto di Istruzione Superiore Laeng-Meucci di Osimo,

Crediti fotografici di Aurelio Laloni

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Il dilemma dei cameranesi doc

Dove andrà a finire il loro voto per le Regionali?


Camerano, 16 settembre 2020 – Mancano quattro giorni all’apertura dei seggi per votare sì o no al referendum confermativo del taglio dei parlamentari. Un election day per la verità, dal momento che qui nelle Marche si vota anche per eleggere il nuovo Presidente di Regione e, in tre Comuni nella provincia di Ancona, si vota anche per eleggere il nuovo Sindaco.

Qui a Camerano saranno due le schede che verranno consegnate agli elettori: quella per il referendum e quella per le regionali. E su quest’ultima mi vorrei soffermare. Non foss’altro, perché qui a Camerano a distanza di vent’anni c’è un cameranese doc candidato alla carica di consigliere regionale nelle fila di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Unico candidato in tutto il Comune. Si chiama Lorenzo Rabini (foto) e in paese lo conoscono praticamente tutti. Perché è stato – ed è –  consigliere comunale dal 2001 e consigliere provinciale dal 2007.

Una lunga militanza politica la sua, che nel 2000 lo aveva già portato ad una prima candidatura alla Regione: “Quello fu un modo per farmi conoscere territorialmente” dice lui a tal proposito.

Ma è un’altra la riflessione che vorrei fare e la domanda che mi pongo. Una curiosità che senz’altro verrà appagata il 22 settembre a scrutini terminati. Quanti voti i cameranesi, dirotteranno su di lui? Camerano è un Comune che da decenni è governato dal PD, anche se il sindaco in carica me lo negò espressamente a precisa domanda anni fa. E se il PD sta lì da tempo, significa che di simpatizzanti in paese ne ha una buona manciata.

Cosa prevarrà negli animi di questi simpatizzanti, la bocciatura a prescindere verso un uomo di centrodestra, o la volontà e la necessità di avere in Regione uno che li rappresenti? Per giunta, uno di loro, un compaesano. Detta in un altro modo, quanto hanno colto, i cameranesi, della lunga esperienza politica accumulata negli anni da Rabini? Quanto potrà essere utile un compaesano in Regione per provare a cambiare le sorti e il futuro di un paese come Camerano che si sta spegnendo giorno dopo giorno? Sempre, ovviamente, che Rabini in Regione ci arrivi.

Personalmente, ho sempre pensato e pesato il mio voto badando più al candidato e al suo programma; cercando di valutare come si è mosso negli anni e quanto ha prodotto, come lo ha prodotto e verso chi, piuttosto che basarlo sul colore di una bandiera o di una chiesa. Eppoi, diciamocelo: tra avere un conoscente in Regione e non averlo, è sempre preferibile averlo: non si sa mai!

Staremo a vedere come la pensano e come si muoveranno i cameranesi. Se la vivranno come un’opportunità in più o: “chi se ne importa, tanto il paese è quello che è e non sarà certo un Rabini di turno a cambiare il suo destino”, come mi ha detto tempo fa un altro cameranese doc.

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