La metafisica di Giorgio De Chirico ad Osimo

Sessanta opere del grande maestro esposte per la prima volta nelle Marche a partire dal 1 giugno fino al 3 novembre. Curatore, Vittorio Sgarbi

OsimoGiorgio De Chirico e la nuova metafisica è il titolo dell’esposizione, a cura di Vittorio Sgarbi, che si terrà dal 1 giugno al 3 novembre presso Palazzo Campana, già sede de “Le Stanze Segrete di Sgarbi” (43.500 visitatori) e dei Capolavori Sibillini, nella scorsa stagione.

Una scelta non casuale quella di Giorgio De Chirico, grande esponente della pittura contemporanea e del pensiero metafisico, tra i precursori della Pop Art, con la quale si intende completare un percorso storico e artistico che nelle precedenti esposizioni aveva avuto ad oggetto i grandi capolavori del ‘700 e dell’800.

Circa 60 saranno le opere del De Chirico a Palazzo Campana, mai esposte sino ad ora nelle Marche. Un evento di grande portata culturale con l’obiettivo di implementare il binomio cultura-turismo, da sempre al centro dell’attenzione dell’Amministrazione comunale e che sino ad oggi ha rappresentato uno straordinario volano per l’economia del territorio.

Osimo – Conferenza stampa di presentazione della mostra tenutasi ieri presso la Sala Vivarini del Comune 

La notizia della mostra è stata ufficializzata ieri, in una conferenza stampa tenutasi presso la Sala Vivarini del Comune di Osimo, alla presenza dei rappresentanti partner istituzionali che hanno collaborato alla realizzazione del progetto: l’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente, l’azienda speciale A.S.S.O., la Fondazione Don Carlo Grillantini, l’associazione Metamorfosi e con il sostegno della Regione Marche.

La presentazione ufficiale avrà luogo il prossimo 31 maggio, alle ore 18, al Teatro La Nuova Fenice, alla presenza, fra gli altri, di Vittorio Sgarbi, curatore dell’esposizione e grande amico della città di Osimo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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