Gli Astratti ma ritratti di Michele Carmelo Bellezza

Venerdì 25 ottobre oltre all’inaugurazione della personale del pittore numanese in calendario la presentazione del libro La sete di Ilaria Bigonzi

Numana, 21 ottobre 2019 – In occasione della ricorrenza del Cristo Re, il Comune ospiterà nella biblioteca comunale la mostra “Astratti ma ritratti”, una personale di Michele Carmelo Bellezza. Le opere del pittore, nato a Pomigliano d’Arco ma marchigiano d’adozione, raccontano un interesse verso artisti che hanno segnato passaggi importanti nella storia dell’arte e della cultura (Van Gogh, Michelangelo, Caravaggio, Leonardo, Pollock).

Michele Carmelo Bellezza

Bellezza fissa nelle sue tele sprazzi di una tradizione artistica contaminata da un’interpretazione estremamente personale, dove il colore diventa la chiave interpretativa della sua produzione e arriva a una pittura emozionale, d’impeto, un mezzo adatto a legare il mondo reale al vissuto personale.

In programma, per venerdì 25 ottobre alle ore 17:30, oltre all’inaugurazione della mostra è prevista anche la presentazione del libro “La sete” di Ilaria Bigonzi edito da Ventura Edizioni.

Scrittrice e casa editrice marchigiana, per il romanzo che narra la storia di uno psichiatra dalla vita apparentemente perfetta – professionista affermato, una moglie molto bella, agiatezza economica –  e della sua paziente affetta da un disturbo di natura psicosomatica, che al contrario conduce un’esistenza al risparmio dalle emozioni e dalle ambizioni. Cercando di sistemare la vita dei suoi pazienti, lo psichiatra si renderà conto che per anni ha distolto l’attenzione da se stesso e dai suoi intimi desideri.

La mostra sarà visitabile per tutto il fine settimana: venerdì 25, dalle 17:30 alle 19; sabato 26, dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 19; domenica 27, dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 20:30.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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