Visite guidate agli affreschi di Filottrano

In picturis muralibus veritas

Filottrano, 8 agosto 2018 – L’estate marchigiana è ricca di eventi.  L’entroterra offre al turista scenari incantati: Filottrano è uno di questi. La città conserva testimonianze medievali di grande interesse: le mura, le torri e gli affreschi in diverse chiese del centro storico, come la chiesa di Santa Maria Assunta, quella di San Cristoforo e quella di Santa Maria di Tornazzano.

Esterno della Pieve di Filottrano

L’immagine della “Madonna della colonna” che si conserva nella chiesa di Santa Maria Assunta è una testimonianza del rapido mutamento della pittura di Giotto: dalle forme di vecchia  maniera al nuovo linguaggio. Il lacerto è una significativa testimonianza della decorazione a fresco nella chiesa  che esisteva già nel 1300, ma era di dimensioni molto più ridotte e di forme gotiche.

L’opera di abbellimento, attraverso le tecnica dell’affresco, si è protratta nei secoli ed ha  provocato a Filottrano il fervore di attività artistiche di cui risentì a lungo l’intera comunità.

Attraverso un itinerario guidato nel centro storico della città, si potrà scoprire il progressivo emergere ed affermarsi di uno stile nuovo ed originale  sia nella pittura sacra  sia in quella  celebrativa.

Filottrano – La chiesa di San Cristoforo

Altra testimonianza compresa nella visita guidata è il ciclo pittorico della chiesa di San Cristoforo dove si notano le influenze delle ricerche formali di Lattanzio Ventura o Federico Zuccari, impegnato a Loreto. Sono anche visibili i riflessi di Ercole Ramazzani di cui si conserva un bel dipinto nella chiesa di San Francesco.

La chiesa di Santa Maria di Tornazzano, invece, conserva alcuni pregevoli affreschi del Quattrocento marchigiano.

Il percorso di visita ripercorre la storia dell’affresco nella città di Filottrano. La durata è di circa un ora e mezza. Orario partenze: 15,30. Costo 9 euro. Gli itinerari si svolgono il martedì e giovedì pomeriggio nel mese di agosto e settembre:

– Partenza dal ristorante davanti alla Porta Cappuccina (o Porta Marina)  

– Chiesa di Santa  Maria Assunta (Madonna del Latte)

– Chiesa  Santa Maria di Tornazzano (ciclo pittorico con la tecnica dell’affresco)

– Chiesa di San Cristoforo (ciclo pittorico con la tecnica dell’affresco)

– Palazzo Accoretti  (dimora privata affrescata)   

– Palazzi del centro storico (esterni)

Obbligatoria la prenotazione: cell. 338.4310978; federicoviaggia@gmail.com; guida abilitata, lingue: inglese e francese.

 

di Andrea Carnevali


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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