Anconitana-Marzocca 4:0

Un altro poker biancorosso al Del Conero

Torna al gol la ‘Vipera’ che apre le marcature doriche contro un Marzocca senza argomenti

ANCONITANA-MARZOCCA 4-0 

Ancona, 17 marzo 2019 – Sin dalle prime battute la curva canta alla squadra: “noi vogliamo questa vittoria!”, e prontamente i ragazzi di capitan Mastronunzio si danno da fare per esaudire questa richiesta.

Una gara di studio per tutta la prima mezz’ora di gioco quella fra Anconitana e Marzocca, fino al 32’ quando su un cross dalla sinistra di Visciano per Mastronunzio la ‘Vipera’ fa scendere il disgelo sul Del Conero con un gran colpo di testa alle spalle di Brunelli. Dopo circa un mese, anche il capitano dorico torna ad esultare per un gol.

Il raddoppio dei padroni di casa arriva nei primi minuti della ripresa, con Ruibal che palla al piede dalla sinistra si porta sulla destra, entra in area e con un rasoterra preciso batte Brunelli per il 2-0. Dopo il raddoppio il risultato è ormai acquisito, anche perché tolta qualche azione solitaria di Terrè il Marzocca non si fai mai vivo dalle parti di Lori. Al 25’st, ci pensa Zaldua a far divertire ulteriormente il pubblico realizzando un gran gol. L’argentino, conquistata la sfera, calcia di forza e l’estremo difensore ospite può solo stare a guardare.

Nel finale arriva anche il poker firmato da Trombetta su punizione, con un gran tiro da fuori. Il Marzocca, ormai alle corde, saluta con un gran sospiro il fischio finale del signor Giorgiani di Pesaro.

Il tabellino

ANCONITANA (4-3-3) Lori; Tomassini, Mercurio, Trombetta, Zagaglia; Pucci (25’ st Venturim), Marengo (20’ st Jachetta), Visciano (42’ st Colombaretti); Ruibal, Mastronunzio (27’ st Bartoloni), Zaldua (30’ st Astolfi). All. Nocera.

OLIMPIA MARZOCCA (4-1-4-1) Brunelli; Asoli, Tomba (27’ st Fattorini), Montanari, Pigini; Shtjefanaku; Bassotti (37’ st Rigamonti), Brunori, Fizzardi (25’ st Frulla), Canulli (33’ st Brugiatelli); Terrè. All. Giuliani.

ARBITRO: Giorgiani di Pesaro.

RETI: 34’ pt Mastronunzio, 3’ st Ruibal, 19’ st Zaldua, 47’ st Trombetta.

NOTE: spettatori mille circa (paganti 315, abbonati 502), incasso di 3.225 euro. Ammonito Trombetta. Angoli: 7-0. Recupero: pt 1’, st 4’.

di Paolino Giampaoli

 


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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