Anconitana - Fossombrone 5:1

Tripletta di Ambrosini: Anconitana ritrovata?

Campionato Eccellenza Marche 11ª giornata andata

Servizio fotografico di Max Serenelli

Ancona, 24 novembre 2019 – Tutto merito del nuovo mister Umberto Marino? Difficile dirlo a così pochi giorni dal suo insediamento (sei), sta di fatto che oggi al Del Conero L’Anconitana ha inferto un dura lezione quasi tennistica al Fossombrone. Un secco 5 a 1 che era tanto che non si vedeva.

Ancona – Esordio vincente al Del Conero per Umberto Marino, il nuovo allenatore dell’Anconitana

Dopo cinque pareggi consecutivi e una sconfitta, i biancorossi invertono la tendenza a scapito degli ospiti Turchini che, va comunque sottolineato, hanno interpretato al meglio la partita giocandola a viso aperto e mettendo più volte in difficoltà i padroni di casa, particolarmente in avvio di partita. Quattro tiri in porta e due angoli a favore, per loro, nei primi otto minuti di gioco con i dorici a difendersi.

Prese le misure e scrollata di dosso la paura di dover vincere ad ogni costo, però, l’Anconitana prova a costruire qualcosa. Al 13° Ambrosini cade in area e invoca il rigore ma l’arbitro fa proseguire. Al 24°, azione insistita dei dorici sulla sinistra, Giambuzzi crossa in area e Mansour, ben appostato, non deve far altro che colpire di testa e battere Piagnerelli per l’1-0.

Ancona – Il colpo di testa di Mansour che sblocca il risultato

L’Anconitana insiste. Al 33° altro cross dalla sinistra raccolto da Ambrosini  in piena area, stop, dribbling secco e tiro immediato che batte Piagnerelli per la seconda volta. Sul due a zero si torna negli spogliatoi per un meritato tè caldo.

Al rientro in campo, e come già successo nella prima frazione, il Fossombrone parte deciso. Al 53°, Gallotti si fa trovare smarcato in piena area dorica, raccoglie un cross dalla destra e in tuffo accorcia le distanze beffando l’incolpevole Battistini.

Sul 2-1, memore delle precedenti prestazioni, qualche tifoso dorico ha iniziato a preoccuparsi. Ma sono bastati cinque minuti per fugare le ombre. Ci ha pensato ancora Ambrosini, al 58°, dopo una splendida e inarrestabile cavalcata di Mansour lungo la fascia sinistra: cross rasoterra del numero 10 dorico raccolto da Ambro scattato sul filo del fuorigioco, piatto preciso e Piagnerelli battuto per la terza volta.

Ancona – L’esultanza di Ambrosini dopo il secondo gol personale

Il Fossombrone, caparbiamente, non si dà per vinto. Continua ad attaccare e a rendersi pericoloso in varie occasioni, soprattutto su punizione. All’88°, però, è ancora l’Anconitana ad andare a referto. Mansour, lanciato verso la porta ospite, viene atterrato da Piagnerelli in uscita: portiere ammonito e rigore per i dorici. Penalty battuto da Ambrosini, un tiro preciso che s’insacca alla sinistra del portiere e che vale il 4 a 1. Per l’undici biancorosso, miracolosamente resuscitato oggi, vale la personale tripletta di giornata.

Ancona – Ambrosini trasforma il rigore che vale il 4-1 per l’Anconitana e la tripletta personale per lui

Sembrerebbe finita, ma non è così. L’arbitro concede sei minuti di recupero e regala altre emozioni al pubblico. Al 94° papera di Battistini che si fa scivolare dalle mani una palla innocua, gli avanti Turchini non ne approfittano e sparano alto sopra la traversa. Così è ancora l’Anconitana a trovare la via delle rete al 96°, la quinta di giornata, grazie ad un preciso diagonale calciato da Zaldua dal limite destro dell’area ospite. Sì, ora è proprio finita.

Il Tabellino

Anconitana: Battistini, Bordi, Micucci (76° Cameruccio), Visciano(86° Zagaglia), Mercurio, Trombetta, Giambuzzi (60° Bruna), Magnanelli, Marzioni (76° Pierdomenico), Mansour, Ambrosini (92°Zaldua). All. Umberto Marino. A disposizione: Montuoso, Pierdomenico, Baciu, Zagaglia, Bruna, Cameruccio, Zaldua, Terranova, Moretti.

Ancona – Il mister del Fossombrone Michele Fucili

Fossombrone: Piagnerelli, Camilloni (76° Copa), Zandri, Pandolfi, Buresta, Patarchi, Loberti (90° Orci), Gallotti (86° Fontana), Pagliari, Paradisi, Battisti. All. Michele Fucili. A disposizione: Chiarucci, Rosetti, Fontana, Copa, Ruiu, Bucchi, Barattini, Orci, Arcangeletti.

Arbitro: sig. Gianluca Cardelli della sezione di Pesaro. Assistenti: sig. serafino Marchei della sezione di Ascoli Piceno; sig.ra Lorena Bejko della sezione di Jesi.

Ammoniti: (A) Mercurio, Ambrosini, Visciano; (F) Piagnerelli

Espulsi: /

Marcatori: Anconitana: 24° Mansour, 33°, 58°, 88° (rig.) Ambrosini, 96° Zaldua; Fossombrone: 53° Gallotti   

Angoli: (A) 3 – (F) 5; Recupero: 2’ primo tempo – 6’ secondo tempo

Spettatori: 1.123 di cui 546 abbonati – Incasso: 4.425 euro.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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