Anconitana-Porto d’Ascoli 2:2

Semifinale Coppa: quinto pareggio consecutivo dell’Anconitana

Semifinale andata Coppa Italia Eccellenza Marche

Ancona, 13 novembre 2019 – Anche in Coppa Italia Eccellenza Marche l’Anconitana non va più in là di un pareggio nell’incontro casalingo infrasettimanale contro il Porto d’Ascoli. Una semifinale che ha visto realizzati ben tre rigori su quattro gol segnati: due ad opera di Zaldua per l’Anconitana – che fa doppietta dal dischetto – e uno segnato da Napolano per il Porto d’Ascoli. L’altra rete, l’unica su azione, l’ha segnata Tittarelli a favore della squadra ospite.

Quello di oggi, al Del Conero, è il quinto pareggio consecutivo inanellato dalla squadra di mister Ciampelli. L’ultima vittoria dei dorici risale a un mese fa, quando batté per 4 a 2 in campionato proprio il Porto d’Ascoli. Per decidere chi sarà la finalista di Coppa, dunque, tutto rimandato alla partita di ritorno che si giocherà al Ciarrocchi di Porto d’Ascoli mercoledì 4 dicembre alle 14.30.

Oggi, al Del Conero, la prestazione dell’Anconitana è stata in linea con le ultime partite giocate, pur mostrando un minimo d’impegno e di concentrazione in più. Nonostante ciò, i padroni di casa hanno sempre dovuto inseguire, subendo per due volte il vantaggio ospite.

Il Porto d’Ascoli è sceso in campo piuttosto determinato, con la voglia di vendicare la sconfitta subita un mese fa. Gli sono bastati quindici minuti per concretizzare quella voglia grazie a Tittarelli che, raccolto in corsa un passaggio, è entrato in area dorica indisturbato e a tu per tu con l’incolpevole Battistini lo ha battuto con un rasoterra preciso sul palo lontano.

L’Anconitana reagisce. Al 26°, durante un batti e ribatti in area ospite, Zaldua e Cameruccio tirano in porta consecutivamente ma Di Nardo respinge entrambe le conclusioni. Al 36° arriva il primo rigore a favore dei dorici per un fallo mano di Tassotti. Sul dischetto va Zaldua che realizza il gol del momentaneo pareggio.

Allo scadere del primo tempo è Tittarelli, in piena area dorica, a trovarsi sui piedi la palla del possibile secondo vantaggio esterno ma spara a lato. Occasione rimandata al 54° quando l’arbitro sanziona un mani in area di Mansur e concede il rigore. Batte Napolano che non sbaglia e regala il 2-1 ai suoi.

È ancora rigore al 69°, ma questa volta a favore dei dorici: Trawally stende Zaldua in piena area, lo stesso numero nove biancorosso batte dal dischetto e pareggia il numero dei gol.

Il Tabellino

Anconitana: Battistini, Pierdomenico, Mercurio, Visciano, Borghetti, Trombetta, Giambuzzi, Bruna, Zaldua, Mansour, Cameruccio. All. Davide Ciampelli. A disp. Montuoso, Bordi, Terranova, Bartoloni, Zagaglia, Baciu, Marzioni.

Porto d’Ascoli: Di Nardo, Petrini, Trawally, Pasqualini, Tassotti, Sensi, Valentini, Rossi, Tittarelli, Napolano,  Verdesi. All. Domenico Izzotti. A disp. Pieragostini, Dolegowski, Traini, Lazzarini, Capocasa, Vespa, Ciarmella, Sanamè, Jallow.

Arbitro: sig. Andrea Giorgiani, sezione di Pesaro; assistenti: Emmanuel Amorello, Alberto d’Ovidio della sezione di Pesaro.

Ammoniti: (A) Trombetta, Visciano, Bartoloni, Giambuzzi, Mansour; (PA) Tittarelli, Tassotti, Trawally, Napolano.

Espulsi: /

Marcatori: 15° Tittarelli (PA); 36° e 69° Zaldua (A) entrambi su rigore; 58° Napolano (PA) su rigore

Angoli: (A) 6 – (PdA) 5 – Recupero: 2’ primo tempo – 5’ secondo tempo


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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