ANCONA - REGGIANA 1 - 0

Pazza Ancona: battuta la Reggiana con il minimo scarto

I dorici forti con le forti e deboli con le deboli, il commento di capitan Ricci

LEGA PRO girone B

ANCONA (4-3-3): Scuffia; Barilaro, Moi (31’pt Kostadinovic), Ricci, Malerba; Agyei, Zampa, Gelonese (39’st Daffara); Bariti, Momentè (45’st Falou Samb), Frediani. A disp: Rossini, Tassoni, Frogacs, Bambozzi, Djuric, Battaglia, Voltan, De Silvestro, Montagnoli. All. Brini

REGGIANA (4-3-3): Perilli; Ghiringhelli, Spanò, Sabotic, Pedrelli; Bovo, Maltese (32’st Nolè), Angiulli (41’st Rizzi); Manconi (28’st Guidone), Marchi, Cesarini.  A disp: Narduzzo, Giron, Rozzio, Mogos, Lombardo, Bonetto, Lafuente. All. Colucci

ARBITRO: Maggioni di Lecco

MARCATORI: 40’pt Frediani

AMMONITI: Bariti, Ghiringhelli, Sabotic

ESPULSI: 10’st Ghiringhelli per doppia ammonizione

 

La formazione dorica scesa in campo al Del Conero contro la Reggiana
La formazione dorica scesa in campo al Del Conero contro la Reggiana (foto Max Serenelli)

Il quinto gol di Frediani per la quinta vittoria in campionato per l’Ancona. Ennesima rete decisiva dell’esterno biancorosso, grazie al quale la squadra di Brini ha portato a casa i tre punti fondamentali per passare un Capodanno sereno dopo i brutti ko col Forlì e col Mantova. Brutta prestazione della tanto decantata Reggiana, che non ha dimostrato sul campo la sua superiorità di classifica.

La cronaca

Brini ha confermato il solito 4-3-3, ma cambiando gli esterni di difesa: dentro Barilaro e Malerba per Daffara e Forgacs. Colucci si è messo a specchio del tecnico dorico, ma è stata una mossa che non ha pagato. La Reggiana è partita forte e al 9’ ha graziato l’Ancona: cross dell’ex Pedrelli e clamoroso errore di Ghiringhelli a Scuffia battuto.

Occasione sbagliata per la Reggiana (foto Max Serenelli)
Occasione sbagliata per la Reggiana (foto Max Serenelli)

Il pericolo ha un po’ scosso i biancorossi che hanno alzato il baricentro di qualche metro senza rischiare praticamente più di prendere gol. Soltanto alla mezz’ora la Reggiana ha rimesso piede in area dorica, con Marchi che ha chiesto un rigore per un presunto fallo di Moi: l’arbitro ha lasciato giocare, ma il difensore dell’Ancona ha dovuto abbandonare il campo per un infortunio.

Al 40’ l’episodio decisivo: palla vagante in area granata, Frediani è stato il più lesto di tutti ad approfittarne controllando la sfera e calciandola alle spalle di Perilli con un destro fulmineo. Reazione ospite nella ripresa? Neanche per sogno, anzi gli uomini di Colucci sono rimasti in dieci dopo pochi minuti a causa dell’ingenua espulsione di Ghiringhelli che, già ammonito, ha commesso un fallo evitabilissimo su Gelonese.

L'Ancona festeggia la vittoria insieme alla curva Nord (foto Max Serenelli)
L’Ancona festeggia la vittoria insieme alla curva Nord (foto Max Serenelli)

Con la superiorità numerica l’Ancona ha avuto vita facile, rischiando di raddoppiare in diverse occasioni, la più grande ancora con Frediani che, però, ha calciato su un disperato Perilli in uscita. Al termine della partita è risuonata l’Aida, segno che l’Ancona ha vinto e i tifosi possono festeggiare il Capodanno felicemente.

Ora lunga sosta, si tornerà in campo a Bassano domenica 22 gennaio. E il 3, nel frattempo, inizia la sessione invernale del calciomercato.

SALA STAMPA

Mancini: «Vittoria meritata e molto importante dopo la brutta sconfitta di Mantova. La dedichiamo a Luca Cognigni, che si è dovuto operare nuovamente al ginocchio e a cui forniremo tutta l’assistenza necessaria per farsi valere nelle sedi opportune qualora voglia approfondire i motivi dell’errore nel precedente intervento. Ci prendiamo qualche giorno di ferie, poi sarà mercato e aspettiamo ancora la risposta della Lega Pro per la fidejussione»

Brini: «La squadra ha dimostrato che con le grandi riesce sempre a fornire prestazioni eccellenti. Purtroppo i nostri limiti vengono fuori con le dirette concorrenti e dobbiamo continuare a lavorare per migliorarci. Peccato questa lunga sosta, non la concepisco, a livello atletico può creare solo problemi. Ma dobbiamo adeguarci».

Ricci: «Siamo una squadra davvero matta, forte con le forti e debole con le deboli. Giocassimo solo con le prime della graduatoria saremmo da playoff. Faccio i complimenti ai miei compagni perché oggi non era facile e abbiamo strameritato di vincere».

Frediani: «Sono molto contento per l’ennesimo gol decisivo, ma l’importante è che vinca la squadra non che segni Frediani. Rispetto alle precedenti stagioni ho più fiducia in me stesso, forse perché gioco con continuità. Dedico il gol alla mia famiglia, che in questi anni mi ha sopportato, perché ho avuto periodi davvero difficili».

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi