Anconitana-V. Senigallia 2:2

Pareggio inaccettabile per un’Anconitana sprecona

La Vigor Senigallia costringe i dorici ad un pari prezioso solo per lei

23ª giornata Campionato Unico Eccellenza Marche

Ancona, 23 febbraio 2020 – La Vigor Senigallia scende al Del Conero e si porta a casa un punto prezioso solo per lei. I Gialloblu sono stati bravissimi a finalizzare in rete due delle pochissime occasioni concesse loro dai padroni di casa. I dorici, dal canto loro, pur padroni per lungo tempo del terreno di gioco non sono stati in grado di monetizzare al meglio la mole di gioco prodotta. In estrema sintesi, quando costruisci almeno otto azioni da gol e riesci a metterne dentro solo due, è scontato portare a casa il minimo della posta.

Ancona – Scambio di gagliardetti fra Anconitana e Vigor Senigallia

Al di là di ciò, va comunque detto che Anconitana-Vigor Senigallia è stata una bella partita. Giocata a viso aperto da entrambe le squadre, piena d’emozioni e affatto parca di gol. Alla fine, però, è l’Anconitana quella che recrimina di più: passata in vantaggio, si è fatta prima raggiungere e poi superare, riuscendo subito dopo ad agguantare il pareggio. Incapace, nel prosieguo, di mettere dentro una delle tantissime azioni da gol costruite. Compreso il palo colpito da Liccardi all’84° quando si è trovato da solo a tu per tu con Tavoni.

Ad aprire le marcature sono stati padroni di casa al 16°, con Giambuzzi che ha finalizzato di destro un’azione corale dei suoi infilando la palla in rete alla destra di Tavoni. Al 20° è Trombetta ad impegnare l’estremo rossoblu, con un siluro sparato dai trenta metri. La manovra dei dorici è abbastanza fluida, anche grazie alla mossa di mister Marino che ha spostato il nove dorico Giambuzzi a giocare sulla fascia destra. Peccato che al 36° dovrà uscire, sostituito da Cameruccio.

Ancona – L’azione dorica che porta Giambuzzi al gol

La Vigor pareggia al 35°. Ci pensa D’errico con un mezzo pallonetto calciato da metà area che scavalca Battistini e s’infila in rete, con tutta la difesa dorica imbambolata e ferma che resta a guardare. Si va al riposo sull’1-1.

Nella ripresa, partenza a testa bassa dei dorici che provano ad assediare l’area avversaria. Un tutti avanti dal quale scaturisce il più classico dei contropiede. Nel repentino capovolgimento di fronte la palla arriva nei piedi di Piergallini che non deve far altro che appoggiarla in rete da due passi.

Ma l’Anconitana non ci sta. Passa solo un minuto dal gol subito e, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è Magnanelli a raccogliere e a battere Tavoni per il 2-2. Da qui in poi sono i dorici a costruire di più. E a mangiarsi clamorosamente due gol praticamente fatti: al 66° con Cameruccio che spara a lato; all’84° con Liccardi che, solo davanti a Tavoni, tira in porta a botta sicura ma colpisce il palo di sinistra.

In testa alla classifica non cambia nulla grazie al pareggio a reti inviolate del Castelfidardo contro l’Urbania. Peccato, per l’Anconitana poteva essere l’occasione buona per agganciare la capolista. Ai dorici restano sette partite per tentare di tornare al vertice e guadagnarsi così la promozione diretta in D.

Il Tabellino

Anconitana: Battistini, Pierdomenico, Bartolini, Visciano (62° Basualdo), Micucci, Trombetta, Fiore (67° Liccardi), Magnanelli, Giambuzzi (36° Cameruccio), Mansour, Ambrosini. All. Umberto Marino. A disp. Montuoso, Baciu, Mercurio, De Fabritiis, Cameruccio, Marzioni, Liccardi, De Segastizabal, Basualdo.

Vigor Senigallia: Tavoni, Savelli, Rotondo, Magi, Morganti, Vitali, Nacciarriti (81° Tomba), Sassaroli (62° Siena), Piergallini (62° Cinotti), D’Errico (72° Guerra), Lazzari. Allenatore: Aldo Clementi. A disposizione: Roberto, Marzano, Orlietti, Giobellina, Guerra, Siena, Cinotti, Tomba, Guadagni.

Arbitro: sig. Abdelali Sabbouh sez. di Fermo, assistenti: sig. Riccardo Eleuteri sez. di Fermo e sig. Jacopo Dardone sez. di Pesaro.

Ammoniti: Sassaroli e Tomba, (V.S)

Marcatori: 16° Giambuzzi (A); 35° D’errico (VS); 49° Piergallini (VS); 50° Magnanelli (A);

Angoli: (A) 10 – (VS) 0

Recupero: 1’ primo tempo – 3’ secondo tempo

Spettatori: 1.500 (546 abbonati); circa 300 i tifosi ospiti. Incasso: 7.505 euro

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Ecco, Marco ci dice come siamo fatti

Le miserie umane in tempo di Covid-19 descritte da chi sta ‘dall’altra parte’ di un bancone


5 aprile 2020 – Il mondo, in questi giorni di resistenza e di clausura, non è quasi mai quello che vediamo con i nostri occhi. Forse, non lo è mai stato. Siamo così presi da noi, dalle nostre esigenze e personali egoismi, dai nostri piccoli o grandi drammi familiari, che difficilmente riusciamo a percepire quel che siamo davvero. O come ci muoviamo in mezzo agli altri, troppo concentrati a risolverci e a soddisfarci individualmente per riuscire a percepire come ci vedono dall’esterno.

Un esempio? Vi propongo la testimonianza di Marco Auricchio che arriva direttamente dai social. Una testimonianza forte, a tratti offensiva. Ma si tratta di un’offesa prima ricevuta e poi restituita al mittente. Che ci piaccia o no. Marco è l’altro, uno di quelli che ci guardano, e ci giudicano, dall’altra parte di un bancone di un supermercato (foto generica) della provincia di Ancona. Uno dei tanti che ci servono ogni giorno con pazienza e umiltà, e che spesso neppure vediamo. Ma loro sì che ci vedono, e sopportano in silenzio per contratto le nostre miserie umane, finché alla fine si sfogano e ci descrivono per quello che siamo. Senza tanti fronzoli. Scrive Marco:

«… Mi dispiace dirlo, ma dal coronavirus la maggior parte degli Italiani non ha imparato e non imparerà niente, se non a saper fare il pane e la pizza in casa e a cercare con ossessione l’alcool e il lievito di birra nei supermercati.

Io non svolgo una mansione importante, non faccio il medico o l’infermiere, faccio l’addetto alle vendite, banconiere, fruttarolo in un supermercato, uno di quei lavori che prima di questa tragedia avete sempre considerato di basso ceto sociale.

Ad oggi ci definite eroi, perché andiamo al lavoro nonostante tutto, anche se non lavoriamo in sicurezza, anche se non abbiamo i dispositivi di protezione adatti, anche se le persone ci rispondono in modo maleducato, anche se facciamo doppi turni, anche se vediamo ogni giorno le stesse facce, anche se vediamo persone che fanno la spesa tre volte al giorno per otto fottuti euro a scontrino, anche se ci sentiamo fare sempre le stesse domande sull’alcool, sul lievito di birra, sui rifornimenti.

E sapete perché? Perché noi, alla maleducazione della gente ci eravamo abituati già prima della pandemia, quando arrivavate al banco senza salutare, con tono stizzito per la coda, urlando ‘oh non me servi che cho fuga’, Non siete cambiati neanche un po’, anzi, siete ingrassati come le vacche e siete diventati più scemi e stronzi.

È inutile cantare dai balconi e dire che andrà tutto bene perché francamente, se la situazione è quella che vivo io, non andava bene prima e non andrà bene neanche dopo.
Avreste dovuto imparare l’importanza dello stare in famiglia, della salute più che altro luride merde superficiali, e dell’amore per la natura, e invece non avete imparato nulla, se non come usare il lievito. Beh, a questo punto spero che vi ci strozziate maledetti…
».

Foto. Fine. Pubblicità!

 

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