Ponterio - Anconitana 0 : 4

Marcia trionfale dei dorici che siglano l’ottava vittoria

Fuori casa, annegato il Ponterio che resta a secco

Calcio – 1ª Categoria girone B

Stadio Bianchelli – Senigallia

Senigallia – Ponterio – Anconitana non è altro che la continuazione di una striscia vincente che sta assumendo i connotati dell’impresa. Quella di oggi è l’ottava vittoria per i dorici su nove partite giocate, con l’unico scivolone in casa contro Le Torri: una partita, quella del 15 ottobre, che non fa testo per come s’era dipanata con quell’unico gol realizzato in avvio da Cocilova e che oggi, a oltre un mese di distanza e per come stanno le cose – ha davvero il sapore della burla.

Senigallia – I giocatori dorici salutano i tifosi (foto Max Serenelli)

Ma veniamo a oggi, alla sfida da poco conclusa al Bianchelli di Senigallia con il Ponterio in casa e l’Anconitana in trasferta. Uno 0 : 4 perentorio che lascia poco da aggiungere al cronista se non il colore e il calore delle quattro reti doriche.

Intanto, partiamo con il registrare un calo delle presenze sugli spalti: 530 spettatori laddove l’abitudine si aggirava intorno ai 1.300. E qui andrebbe aperto un capitolo a parte, considerato che stiamo parlando della Prima categoria. Ma lo rimandiamo a quando non avremo proprio nulla da raccontare.

Senigallia – Un raggiante Mastronunzio, accerchiato dai compagni, festeggia la vittoria con la figlia Giorgia (foto Max Serenelli)

Dicevamo di oggi. Pronti via, e per assistere al primo tiro in porta occorre aspettare il 7° grazie all’intraprendenza degli avanti del Ponterio. Si sa, i dorici sono un po’ lenti a carburare e la posizione in classifica dei padroni di casa (ultimi), non aiuta certo a trovare le giuste motivazioni.

La gara scivola via sorniona, non succede nulla o quasi fino al 24° quando, dopo una discesa sulla destra, Polenta mette un cross a centro area calibrato per la testa di Colombaretti che con un mezzo pallonetto scavalca Bramucci e sigla lo 0 : 1.

Il Ponterio prova a reagire. Al 28° con Quattrini e al 30° con Nobilini: due tiri verso la porta dorica senza velleità e precisione che terminano a lato.

Al 37° c’è un batti e ribatti in area del Ponterio. La palla arriva nei piedi di Apezteguia che in mezza giravolta la serve al centro per l’accorrente Marengo che insacca facile lo 0 : 2. Subito il secondo gol, il Ponterio si riporta caparbiamente in avanti nel tentativo di accorciare. Ci prova due volte, al 39° e al 41° ma la difesa dorica è attenta e sventa le minacce.

Sul cambio di fronte, al 42°, è Apezteguia a trovarsi a tu per tu con Bramucci ma il cubano spreca l’occasione per troppa leziosità. Poco prima del fischio dell’arbitro per il riposo, è Cantarini a trovarsi nei piedi la palla buona, ma non ha fortuna e la sfera sorvola il sette alla destra di Lori.

Senigallia – Il tiro di Mastronunzio che sigla il terzo gol quotidiano dei dorici (foto Max Serenelli)

Il secondo tempo è più frizzante, anche perché il Ponterio non demorde. L’Anconitana rientra in campo con i ruoli invertiti in difesa. Le squadre si allungano e lo spettacolo ci guadagna. Bramucci è chiamato ad un paio di plastici interventi. I suoi ci provano a mettere in difficoltà la retroguardia dorica ma i tentativi sono sterili.

Al 23° Apezteguia mette in campo un pezzo di bravura. Riceve la sfera da un compagno, dribla un avversario e calibra, cercandolo, un passaggio misurato per il liberissimo Mastronunzio. La Vipera, dal limite, colpisce al volo e non sbaglia lo 0 : 3.

La partita, a questo punto, avrebbe poco da dire. Invece si anima! Al 31° Nobilini ci prova: da fuori area mira il sette alla sinistra di Lori che viene scavalcato dalla palla. Sembra fatta per il Ponterio ma la sfera si stampa sulla traversa ed esce sul fondo. Sull’altro fronte, al 37° Marengo serve in scioltezza Apezteguia che irrompe in area e tira al volo a botta sicura: ma è il palo a salvare Bramucci.

Senigallia – Il quarto gol dell’Anconitana siglato da Apezteguia (foto Max Serenelli)

Due minuti dopo, altra azione corale dell’Anconitana. È sempre Marengo a dettare l’ultimo passaggio per Apezteguia che stavolta non sbaglia e insacca lo 0 : 4. Game over. Con la vittoria netta di oggi l’Anconitana si porta, solitaria in classifica, a sette lunghezze dalla seconda Osimo Stazione, e a otto proprio da Le Torri.

Domenica prossima per i dorici incontro al vertice: al Del Conero arriverà proprio Osimo Stazione. Una ghiotta occasione per provare una fuga vera.

Le immagini dei gol a cura di èTv Marche

Ponterio – Anconitana 0 : 4

Ponterio: Bramucci, Zandri (Venturi, 24° 2t), Piangerelli (Morbidelli 34° 2t), Sarcano, Censi, Cantarini, Solazzi (Carboni, 18° 2t), Zandri A., Quattrini (Sinacori, 22° 2t), Nobilini, Pasqualini (Canonici, 28° 2t). Panchina: Angeloni, Venturi, Morbidelli, Giommi, Carboni, Canonici, Sinacori. Allenatore: Danilo Zandri

Anconitana: Lori, Polenta, Brasili (infortunio- Fabrizi, 34° 2t), Rossi, Colombaretti (Massei, 27° 2t), Pucci, Tantuccio (Bartoloni, 18° 2t), Marengo, Mastronunzio (Mandorino, 40° 2t), Valdes, Apezteguia. Panchina: Angiolani, Massei, Fabrizi, fernandes, Bartoloni, Mandorino, Gramacci. Allenatore: Marco Lelli

Arbitro: sig. Samuele Baleani di Jesi

Reti: Colombaretti (A) – Marengo (A) – Mastronunzio (A) – Apezteguia (AN)

Angoli: 3 (P) – 1 (A)

Spettatori: 530

Prossima gara: Anconitana – Osimo Stazione, domenica 26 novembre ore 14.30 Del Conero


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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