ANCONITANA-OSIMO STAZ. 2:0

ll treno biancorosso travolge anche i ferrovieri osimani

Campionato Promozione Marche girone A - 27esima di ritorno

Ancona, 31 marzo 2019 – Non c’è storia fra Anconitana e Osimo Stazione, oggi di fronte al Del Conero nella quartultima di campionato. Pur partendo bene – è degli ospiti il primo corner e la prima azione pericolosa della partita – i ferrovieri osimani devono soccombere di fronte ad un’Anconitana superiore in tutti i reparti.

Impiegano circa dodici minuti i dorici per prendere le misure agli avversari. E a farsi vedere dalle parti di Bottaluscio, con una punizione battuta da Trombetta che finisce alta sopra la traversa. Due minuti dopo, è Marengo a impegnare al volo l’estremo difensore ospite che si produce in una plastica parata.

L’Osimo Stazione prova a fare gioco ma non arriva mai ad impensierire Lori. Allora ci pensa Mastronunzio, al 24°, a sbloccare la partita. La Vipera raccoglie un lancio a centrocampo, salta di testa il difensore e, appena entrato nell’area avversaria, fa partire un diagonale preciso che s’insacca imparabilmente alla destra di Bottaluscio. Per il fuoriclasse dorico è il 18esimo gol in campionato che gli vale la testa della classifica marcatori del girone A.

Sull’1-0, i dorici diventano padroni del campo e producono diverse azioni pericolose ancora con Mastronunzio, poi con Zaldua, Ruibal e Zagaglia. L’Osimo Stazione si fa vedere al 37° con un tentativo al volo di Boccolini che dal limite dell’area dorica calcia alto sopra la traversa.

Secondo tempo senza patemi. Gli ospiti calano d’intensità e l’Anconitana controlla. Al 51°, Zaldua raccoglie di testa un corner calciato da Pucci e insacca la rete del definitivo 2 – 0 biancorosso. A tre giornate dal termine del campionato, e a + 8 lunghezze sulla seconda Vigor Senigallia, all’Anconitana basterà battere il Villa Musone domenica prossima per la matematica vittoria del campionato.

Il Tabellino

ANCONITANA: G. Lori, A. Tomassini (88° Fuglini), L. Zagaglia (80° Colombaretti), I. Visciano, P. Mercurio, C. Trombetta, F. Ruiba (75° Astolfi), N. Pucci (70° Mechri, S. Mastronunzio (82° Bartoloni), E. Marengo, E. Zaldua, A disp. M. Martiri, M. Campione, T. Colombaretti, M. Astolfi, I. Mechri, M. Piergallini, P. Gigante, T. Bartoloni, D. Fuglini. Allenatore: Francesco Nocera

OSIMO STAZIONE: Bottaluscio, Brazzini, Esposito (66° Scansani), Martiri (55° Staffolani), Carloni, Rossini, Mazzieri, Calvigioni (80° Polenta), Bugiolacchi (62° Brandoni), Camilletti, Boccolini (59° Marconi). A disp. Agostinelli, Scansani, Frontini, Polenta, Staffolani, Storani, Brandoni, Marconi, Clementi. Allenatore: Paolo Menghini..

LA TERNA ARBITRALE: sig. Romario Gorreja della sezione di Ancona. Assistenti: sig. Alberto D’Ovidio della sez. di Pesaro; sig.  Nello Grieco della sez. di Macerata.

Reti: 24° Mastronunzio, 51° Zaldua

Angoli: 7 – 4

Ammoniti: Brazzini, Bugiolacchi, Carloni (O.S.)

Recupero: 1’ pt; 4’ st

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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