ANCONA - SAMB 1 : 2

LegaPro – Ancona retrocessa in serie D

I giocatori dimenticano l’orgoglio negli spogliatoi anche se una vittoria non sarebbe comunque servita. Rabbia dei tifosi della Nord per una stagione iniziata male e terminata peggio

ANCONA (4-2-3-1): Anacoura; Daffara, Ricci, Cacioli, Nicolao; Zampa, Vitiello (26’st Bariti); Bambozzi, Voltan (11’st Del Sante), Frediani; Paolucci. A disp: Scuffia, Kostadinovic, Di Dio, Forgacs, Agyei, Mancini, Momentè, Falou Samb, Bartoli, Bellucci. All. De Patre

SAMBENEDETTESE (4-3-3): Aridità; Rapisarda, Di Pasquale, Radi, Grillo (32’st N’Tow); Lulli, Bacinovic, Vallocchia; Mancuso, Sorrentino (46’st Di Filippo), Agodirin (28’st Candellori). A disp: Pegorin, Bernardo, Pezzotti, Latorre, Di Massimo, Ferrara, Mattia, Ovallo. All. Sanderra

ARBITRO: Maggioni di Lecco

MARCATORI: 14’ pt Agodirin, 13’ st Paolucci, 19’st Vallocchia

AMMONITI: Grillo, Sorrentino, Bambozzi, Radi, Voltan, Bacinovic

ESPULSI: 50’st Del Sante

NOTE: spettatori 1550 circa (manca il dato ufficiale), angoli 7-3. Recupero: pt 1’, st 6’

Striscione di protesta e fumogeni dalla curva Nord imbestialita e furiosa con società e giocatori (foto Max Serenelli)

L’Ancona retrocede matematicamente in serie D per la prima volta dopo 40 anni: l’ultimo scivolone diretto in quarta serie fu nel 1977 dopo il pari interno col Grosseto anche a causa di un rigore fallito da Giordano Galli.

Oggi è stata la Samb a condannare i biancorossi alla retrocessione espugnando Il Del Conero (sconfitta interna numero undici nella stagione), ma non è certo col rovescio odierno che l’Ancona saluta la categoria, ma con un 2017 allucinante che ha visto la compagine dorica conquistare solo 6 punti e non vincere mai tra le mura amiche.

Ma, soprattutto, è una retrocessione da ascrivere ad una società assente sotto tutti i punti di vista, che anche nel giorno del funerale sportivo della squadra ha voluto dimostrare tutta la sua pochezza evitando di rilasciare qualunque dichiarazione in sala stampa dove è arrivato il solo De Patre che, visto il caos in cui è finito, non ha fatto neanche male in queste settimane.

Le proteste di mister De Patre in Ancona – Sambenedettese (foto Max Serenelli)

Ci perdoni solo una cosa, mister: la frase sul disfattismo avrebbe potuto evitarla, lei non sa tutto quello che è successo (o forse sì?) in questa stagione, ed i motivi che hanno portato ad avere un ambiente così ostile.

Chieda ai suoi superiori, sempre che esistano ancora visto che ad Ancona né Mastropietro né Leone né Ranieri si vedono da mesi. Per non parlare di Ercole Di Nicola e dell’avvocato Maurilio Prioreschi, gli artefici dell’assemblaggio di questa armata Brancaleone messa insieme ad ottobre. Fisicamente spariti, ma siamo certi che dietro le quinte stiano ancora studiando qualcosa.

David Miani, amministratore delegato dell’Ancona 1905

Non sarà facile liberarsi di loro, neanche con la serie D. Infine, una menzione speciale per David Miani: non è bastato il naufragio del progetto Sosteniamolancona, il solerte a.d. ha fatto affondare con le sue bizzarre scelte tutta la società. Noi, da anconetani, non riusciremo a perdonarcelo.

LA CRONACA

L’Ancona, che deve solo vincere (e non sarebbe bastato viste le vittorie esterne di Fano e Forlì), si affida ad un inedito 4-2-3-1 dove Voltan supporta Paolucci e Bambozzi gioca nell’inedito ruolo di esterno destro.

La Samb deve fare a meno degli squalificati Damonte e Sabatino oltre all’infortunato Mori e si affida al capocannoniere del girone Mancuso. Non passa neanche un quarto d’ora che gli ospiti vanno in vantaggio: lancio di Mancuso, Agodirin con uno stop di petto evita Daffara e batte Anacoura in uscita.

L’Ancona praticamente non è in campo e rischia di subire il raddoppio quando al 29’ Sorrentino sbaglia di poco un diagonale di sinistro. Il primo tiro in porta dei dorici avviene al 33’ con una botta al volo di Frediani che Aridità blocca con estrema sicurezza.

Finale di tempo incandescente quando al primo minuto di recupero Di Pasquale respinge, con il braccio per l’Ancona ma in realtà col petto, un cross di Voltan: De Patre entra in campo per protestare e dopo il duplice fischio dell’arbitro litiga violentemente con l’ex Radi.

Il momentaneo, quanto inutile, gol del pareggio di Paolucci in Ancona – Sambenedettese (foto Max Serenelli)

Nella ripresa la squadra dorica ci mette almeno un po’ d’intensità, trovando il pari al minuto 13: Bambozzi ruba palla ad un disattento Lulli servendo Paolucci che, in scivolata, infila Aridità sul secondo palo.

Sulle ali del pareggio i padroni di casa provano il forcing per trovare la rete del vantaggio, ma si espongono alle ripartenze della Samb ed infatti in una di queste la difesa dell’Ancona chiude tutta su Mancuso che è bravo a liberare l’accorrente Vallocchia che fulmina Anacoura per il gol vittoria.

La Nord lancia in campo di tutto, costringendo l’arbitro a fermare momentaneamente l’incontro. Un’immagine emblematica di ciò che resta di questa stagione (foto Max Serenelli)

La partita termina qui, se non fosse da segnalare la temporanea sospensione al 33’ quando gli ultras lanciano in campo di tutto costringendo l’arbitro a fermare la gara. Nel frattempo Miani, D’Angelo, Spadoni e la segretaria Vaira (gli unici dirigenti presenti), abbandonano lo stadio. Non si sa mai.

Prima del fischio finale si fa espellere Del Sante per un fallaccio su Vallocchia, che lo costringerà a saltare l’ultima di campionato a Forlì. Da domani è già tempo di pensare al futuro: già, ma quale?

SALA STAMPA

De Patre: «Non abbiamo recuperato bene dalle fatiche di lunedì scorso, oggi forse siamo un po’ mancati rispetto alle scorse partite. Non siamo certo retrocessi oggi, anzi, nella mia gestione avremmo sicuro meritato qualche punto in più, ma purtroppo è andata così.

Il mister dell’Ancona De Patre in sala stampa

Non mi pento di avere accettato questa sfida, stavo a casa e non ne potevo più: avevo una voglia matta di rimettermi in gioco, nonostante sapessi che situazione avrei trovato. Però in passato ho visto di peggio, non capisco tutto questo disfattismo che ho visto in queste settimane: non esiste che un ex calciatore (Moi, ndr.) dica che alcuni giocatori sono stati sfrattati e non avevano neanche l’acqua per lavarsi (De Patre magari non è al corrente degli sfratti ricevuti da alcuni giocatori, ndr.). Cose fuori dal mondo».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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