PADOVA : ANCONA 2 - 2

LegaPro: Ancona, resta acceso il cerino della matematica

Arde, flebile, una fiammella di speranza per i playout (VIDEO della sintesi nell'articolo)

PADOVA (3-5-2): Bindi; Cappelletti (39’st Cisco), Emerson, Russo; Madonna, De Risio (31’st Mazzocco), Mandorlini, Dettori, Favalli; Alfageme (25’st De Cenco), Altinier. A disp: Favaro, Tentardini, Berardocco, Bobb, Sbraga, Monteleone, Gaiola, Boniotti. All. Brevi

ANCONA (3-5-2): Anacoura; Cacioli, Ricci, Kostadinovic (24’st Nicolao); Zampa, Gelonese, Agyei (11’st Del Sante), Bambozzi, Barilaro; Paolucci (39’st Momentè), Frediani. A disp: Scuffia, Di Dio, Forgacs, Mancini, Falou Samb, Bartoli, Bellucci. All. De Patre

ARBITRO: Santoro di Messina

MARCATORI: 3’pt Paolucci, 15’pt Altinier, 8’st Favalli, 22’st Paolucci

AMMONITI: Gelonese, Anacoura

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Non è ancora finita, sembra incredibile, ma è così. L’Ancona pareggia a Padova e tiene una fiammella di speranza ancora accesa. Nel caso i biancorossi battano Samb e Forlì, con i romagnoli che devono perdere anche domenica a Reggio Emilia, si guadagnerebbero incredibilmente i playout. Ma bisogna pensare partita per partita, partendo dal derby del “Del Conero” contro la Sambenedettese: calcio d’inizio alle 17:30 di domenica. Prima della gara dell’ ”Euganeo” osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Michele Scarponi, con l’Ancona in campo con il lutto al braccio.

LA CRONACA.

De Patre, che perde Daffara, Voltan e Bariti, decide di passare al 3-5-2 mettendosi a specchio con Brevi. Paolucci è confermato al centro dell’attacco, mentre torna dall’inizio Kostadinovic con Zampa nell’inedito ruolo di esterno destro.

Pronti –via e l’Ancona è già in vantaggio: grossolano errore di Cappelletti in palleggio, Paolucci ne approfitta e spedisce la palla alle spalle di Bindi con un destro potentissimo. Primo gol in biancorosso per l’ex catanese.

Il Padova reagisce e trova il pari al quarto d’ora, con la difesa dorica che restituisce il favore ricevuto. Cross da destra, rimpallo sul petto di Zampa e doppio colpo di testa di Altinier che approfitta anche della solita discutibile uscita di Anancoura.

I dorici non accusano il colpo e sfiorano il raddoppio prima della fine del primo tempo con Frediani, ma il suo tiro è deviato in angolo, poi con Paolucci che non impatta bene la palla su una punizione di Bambozzi.

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Nella ripresa il Padova spinge e trova il vantaggio all’8’ con un missile di Favalli dal limite dopo un batti e ribatti in area. L’Ancona sbanda e i veneti si mangiano clamorosamente il terzo gol con Alfageme che, tutto solo davanti ad Anacoura, spara incredibilmente a lato.

Come si dice in questi casi, gol mangiato gol subito: è il 22’ quando Frediani ruba palla al pessimo Cappelletti, s’invola verso la porta e calcia addosso a Bindi, ma è lestissimo Paolucci a ribadire in rete per la doppietta personale che vale il 2-2.

Il pareggio serve a poco ad entrambe le squadre, in fondo, quindi le occasioni fioccano: palo incredibile di Altinier al 23’ dopo una svarione di Cacioli, miracolo di Bindi su un siluro di Del Sante al 27’, colpo di testa appena alto di Mazzocco al 35’, un’occasionissima per Bambozzi su assist di Frediani al 43’ con il tiro deviato da un difensore e, per finire, l’errore al 50’ di De Cenco, il cui pallonetto da pochi passi sorvola la traversa.

Finisce 2-2, giustamente. L’Ancona è ancora viva e si gioca tutto contro i cugini della Samb: sembra incredibile, ma c’è ancora speranza.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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