ANCONA - FANO 0 : 2

LegaPro – Ancona, game over

Spenti e senza idee i dorici giocano contro il Fano la peggiore partita di una stagione ormai compromessa

ANCONA (3-5-2): Scuffia; Ricci, Vitiello, Cacioli; Daffara (27’st Voltan), Gelonese, Zampa, Bambozzi (1’st Agyei), Frediani; Del Sante, Bariti (1’st Momentè). A disp: Anacoura, Di Dio, Nicolao, Forgacs, Djuric, Mancini, Paolucci, Ascani, Bartoli. All. Pagliari

FANO (4-3-1-2): Menegatti; Cazzola, Zigrossi, Zullo (27’st Ferrani), Taino; Gualdi, Bellemo, Schavini; Filippini (31’st Borrelli); Fioretti (37’st Melandri), Germinale. A disp: Andrenacci, Ashong, Camilloni, Favo, Capezzani, Sassaroli, Masini. All. Cuttone

ARBITRO: Sozza di Seregno

MARCATORI: 46’pt Zullo, 22’st rig. Fioretti

AMMONITI: Filippini, Zullo, Zampa, Vitiello, Fioretti, Menegatti.

ESPULSI: 22’st Vitiello per doppia ammonizione.

NOTE: spettatori 1898, incasso 12753, 50 euro. Angoli 1-3.

L’Ancona cola a picco dopo aver perso anche il derby con il Fano: un 2-0 che non ammette repliche, a prescindere dagli episodi che avrebbero potuto anche mutare l’andamento della gara, ma è ancora una volta l’atteggiamento della squadra ad essere stato inaccettabile.

Fioretti (Fano), esulta dopo aver trasformato il rigore
Fioretti esulta dopo aver trasformato il rigore del 2-0 per il Fano (foto Max Serenelli)

Con la vittoria odierna il Fano sale a 23 punti, ad una sola lunghezza dall’Ancona di Pagliari, al momento la peggiore squadra di questo 2017. Anche alcune scelte del tecnico, vedi Bariti seconda punta e Frediani quinto di centrocampo, si sono dimostrate cervellotiche, ma è tutta la gestione Pagliari ad essere sotto accusa: in quattro partite, tre di campionato ed una di coppa, i biancorossi hanno ottenuto solo un punto e non hanno mai realizzato un gol.

LA CRONACA

Pagliari insiste col 3-5-2, o 5-3-2, di Matera inserendo Bariti, e non Momentè, vicino a Del Sante con Frediani spostato quinto di sinistra: solo panchina per Agyei ed un acciaccato Paolucci. Dall’altra parte Cuttone privo di quattro titolari si affida all’ex Umberto Cazzola ed al tandem d’attacco Fioretti – Germinale. Parte molto contratta l’Ancona, che rischia subito al 7’ per un grossolano errore difensivo di Cacioli rimediato in angolo.

Provano a reagire i biancorossi con un paio di sussulti d’orgoglio. Il secondo porta al calcio di rigore per un fallo di Zullo su Del Sante: Frediani, però, si fa ipnotizzare da Menegatti che respinge il suo debole destro e chiude poi sull’accorrente Gelonese.

Me para il rigore a Frediani
Menegatti para il rigore a Frediani (foto Max Serenelli)

Il penalty sbagliato è un macigno per l’Ancona che non si riprenderà più. Il Fano si accorge che può andare a vincere e, proprio allo scadere del primo tempo, passa in vantaggio: punizione di Filippini, difesa dorica immobile, e rete in spaccata di Zullo sul secondo palo.

All’inizio della ripresa Pagliari manda in campo Agyei e Momentè per Bambozzi e Bariti, forse il meno peggio dei suoi, ma l’elettroencefalogramma dell’Ancona rimane piatto. Il Fano sbaglia un paio di contropiede quattro contro due, ma al 22’ trova il meritato raddoppio: Fioretti fa quel che vuole contro Ricci e Vitiello che, già ammonito, lo stende in area causando il rigore e facendosi espellere.

Lo stesso Fioretti fa 2-0 e chiude la partita. Fino al triplice fischio di Sozza è accademia granata, l’unica cosa da segnalare è la contestazione della curva all’Ancona.

Scuffia battuto per la seconda volta sempre da Fioretti
Scuffia battuto per la seconda volta sempre da Fioretti (foto Max Serenelli)

Gli ultras, già entrati con 10’ di ritardo, abbandonano lo stadio con 15’ di anticipo, posizionandosi all’esterno degli spogliatoi e rivolgendo improperi ai giocatori. La loro richiesta, non giocare più con le maglie biancorosse (che poi un inserviente consegnerà ai tifosi inferociti). Insulti rivolti anche all’amministratore delegato Miani.

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I tifosi inferociti contestano società e giocatori, reclamando la consegna delle maglie biancorosse

La nave biancorossa sta affondando come il Titanic e mercoledì c’è il ritorno di coppa Italia col Matera: si riparte dallo 0-1, ma in questo momento i problemi da risolvere sono altri.

SALA STAMPA

PAGLIARI: «Mi spiace per i ragazzi, nonostante un buon primo tempo siamo andati al riposo sotto di un gol. Una vera beffa, non solo per il rigore, che comunque poteva essere la scintilla che ci serviva. Non c’è stata reazione nella ripresa? Ho visto la voglia dei ragazzi, ma la partita si è chiusa dopo il 2-0 e l’espulsione di Vitiello.

Un Pagliari senza più argomenti in sala stampa
Un Pagliari a corto di argomenti in sala stampa

In questo momento ci va tutto male, dobbiamo uscirne col lavoro, prima o poi il vento cambierà. Le scelte? Ho fatto giocare Bariti per provare a sorprendere il Fano sulla rapidità: insieme a Frediani e Vitiello al centro della difesa ha fatto la sua più bella stagione a Catanzaro. Per fortuna mercoledì si gioca così abbiamo subito una occasione per riscattarci».

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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