San Biagio - Anconitana 0 : 3

L’Anconitana, in trasferta, batte anche il San Biagio

Non c’è storia sul neutro del Diana di Osimo dove i padroni di casa vengono battuti con un secco 3 a 0. Doppietta del cubano Apezteguia

Calcio – 1ª Categoria girone B

Stadio Diana di Osimo

Osimo Partita bagnata, partita fortunata per l’Anconitana che gioca fuori casa sul neutro del Diana osimano contro il San Biagio. Anche se la fortuna in campo è stata ininfluente perché i dorici questa vittoria netta se la sono ampiamente meritata.

Osimo – Mastronunzio consegna un mazzo di fiori ai tifosi della Nord (foto Max Serenelli)

Giocato praticamente tutto sotto una pioggerella autunnale, l’incontro è stato piacevole come sempre. Pur con una nota triste e malinconica poco prima del via quando il capitano dorico, Mastronunzio, ha consegnato un mazzo di fiori ai tifosi della curva Nord: memento della morte di tre giovani tifosi avvenuta poche ore prima per un incidente stradale lungo la statale che da Marina di Montemarciano porta a Senigallia.

Il tempo di asciugare una lacrima e l’incontro ha avuto inizio.

Poco o nulla fino al 16° – le due squadre fin lì si erano annullate a vicenda attente a non scoprirsi troppo – quando Valdes viene atterrato al limite dell’area del San Biagio. I dorici reclamano il rigore ma l’arbitro fa continuare. Il rigore non c’era ma il fallo sì, anche se commesso fuori area. Da qui in avanti la partita si accende.

Al 24° ammonizione di Capra per fallo di mano. Sugli sviluppi della punizione Pucci centra la porta impegnando Zenga in una parata a terra. Al 27° Mastronunzio viene ammonito per simulazione dopo che era caduto a terra in piena area avversaria. Al 31° arriva il gol del vantaggio dorico: Tantuccio scende sulla fascia destra e crossa, la palla rimbalza in area e libera Apezteguia che ribadisce in rete di testa.

Osimo – Il gol del vantaggio dorico firmto di testa da Apezteguia (foto Max Serenelli)

Nel secondo tempo l’Anconitana, forte del vantaggio, parte bene e al 4° una spizzata di testa di Colombaretti regala il secondo gol ai dorici. Il San Biagio non si da per vinto, prova ad accorciare le distanze in un paio di occasioni ma la retroguardia biancorossa è attenta. Col passare dei minuti i padroni di casa perdono mordente e al 18° un tiro dal limite di sinistro di Apezteguia, con il portire Zenga non troppo reattivo, porta i dorici sul tre a zero. Per l’attaccante cubano è una nuova doppietta dopo quella di domenica scorsa al Del Conero firmata da Mastronunzio.

La partita, in pratica, termina qui. Con l’Anconitana mai in difficoltà. Ora, i dorici guidano la classifica con 18 punti, 5 lunghezze di vantaggio sulla seconda, Osimo Stazione. Un primo tentativo di fuga che potrebbe essere confermato domenica prossima al Del Conero dove i biancorossi ospiteranno il Monserra che naviga nelle parti basse della classifica a quota sette punti.

Osimo – L’allenatore del San Biagio, Cristiano Caccia, uno storico ex dell’Ancona (foto Max Serenelli)

San Biagio: Zenga, Lombardi (Carmenati 21° 2T), Brandoni, Mariani, Capra (Mandolini 15° 2T), Durazzi, Belloni, Manoni, Busilacchi, Bevilacqua, Rossini (Mobili 2T); panchina: Martini, Mandolini, Carmenati, Socci, Vincioni, Persiani, Mobili; all. C. Caccia

Anconitana: Angiolani, Brasili, Polenta, Rossi, Colombaretti, Pucci (Fabrizi 30° 2T), Tantuccio (Massei 41° 2T), Marengo, Mastronunzio, Valdes, Apezteguia (Bartoloni 38ç “T); panchina: Ruspantini, Massei, Fabrizi,Fernandes Cardoso, Bartoloni; all. M. Lelli

Arbitro: sig. Organtini di Ascoli Piceno

Reti: 31° 1T Apezteguia, 4° 2T Colombaretti, 18° 2T Apezteguia

Angoli: San Biagio 2 – Anconitana 4


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

© riproduzione riservata


link dell'articolo