Carrarese – Ancona M. 1:1

L’Ancona torna da Carrara con un punto e smuove la classifica

Un pareggio giusto quello fra toscani e marchigiani

Serie C girone B 14ª giornata andata Stadio dei Marmi – 4 Olimpionici Azzurri

Carrara, 13 novembre 2021 – Piove con una certa insistenza allo Stadio dei Marmi di Carrara per questa 14ª giornata di Serie C che vede l’Ancona Matelica affrontare quella che per i dorici è una delle più lunghe trasferte del campionato. Una cinquantina i tifosi anconetani che l’hanno affrontata.

Dopo il fischio d’inizio dell’arbitro Maria Marotta, seguono una decina di minuti di studio da parte delle due squadre impegnate ad aggiustare le marcature e a stare in piedi su un campo in sintetico zuppo d’acqua. Fase in cui si registra un pericoloso contropiede della Carrarese al 6’ e, dall’altra parte, un pericoloso tiro dal limite di Iannoni all’11’ respinto dalla difesa dei gialloazzurri.

Al 18’ prima azione pericolosa della Carrarese: punizione battuta dalla destra di Luci, colpo di testa a centro area di Figoli che impegna Avella in una difficile parata a terra. La pioggia si fa sempre più insistente, difficile manovrare per entrambe le squadre su un campo così impregnato che frena i passaggi e fa rimbalzare in modo anomalo la palla.

Al 36’ occasionissima per i dorici dopo un’azione insistita in area avversaria, resa confusa dalla pesantezza del terreno di gioco. Dopo un batti e ribatti la palla arriva a Iotti che fa partire un esterno sinistro con la palla che esce a lato di poco alla sinistra di Vettorel. Ancona Matelica che si ripete al 44’, sempre complice il terreno di gioco. Iannone scodella per Moretti che libera al tiro Sereni, sulla respinta di Vettorel si avventa D’Eramo che spara alto sopra la traversa. Un minuto di recupero e squadre negli spogliatoi per un tè caldo più che meritato.

Alessio Vrioni (foto by Massimo Matelli, “Il Tirreno”)

Si torna in campo, senza cambi, sotto un cielo grigio antracite ma per fortuna ha smesso di piovere. Il terreno di gioco, però, fatica ad assorbire la tanta acqua caduta nell’arco del primo tempo. Il primo tiro in porta, senza esito, lo registra la Carrarese.

Il gioco è frazionato, le due squadre provano a velocizzare. Al 50’ sono gli ospiti a sfiorare il vantaggio: cross di Tofanari e inserimento di testa di Iannoni che incorna a lato. Passa un minuto ed è la Carrarese a sfiorare il gol con un colpo di testa di Giannetti che obbliga Avella a volare per respingere. Gol che la Carrarese mette a segno al 60’: Bramante fa filtrare una palla in area dorica, la raccoglie Battistella che batte Avella per l’1-0.

Buona la reazione dell’Ancona Matelica che si riporta subito in avanti. Colavitto fa entrare Faggioli e Farabegoli; Di Natale gli risponde mettendo in campo Galligani al posto di Energe. Dorici che spingono facilitando un paio di ripartenze dei toscani. L’insistenza dei marchigiani viene premiata all’80’ quando Imperiale si oppone in scivolata ad un cross fermando, in area, la palla con il braccio. È rigore. Batte Sereni alla destra di Vettorel ed è l’1-1.

Dopo il pareggio tocca ai gialloazzurri riversarsi in avanti alla ricerca del vantaggio, spronati con forza da mister Totò Di Natale. Ma finisce così, con un pareggio che sembra il risultato più giusto pesando le occasioni da una parte e dall’altra. I marchigiani tornano a casa con un punto che smuove la classifica, prezioso alla luce dei risultati negativi delle ultime prestazioni.

Il Tabellino

Carrarese (4-3-1-2): 22 Vettorel; 13 Energe, 21 Rota, 15 Marino, 3 Imperiale; 5 Battistella, 8 Luci, 18 Figoli; 30 Bramante; 29 Semprini, 99 Giannetti. A disposizione: 1 Capponi, 47 Mazzini, 2 Santochirico, 7 Girgi, 10 D’Auria, 11 Galligani, 14 Bertipagani, 27 Grassini, 32 Mazzarani, 36 Bigini, 69 Arcuri, 73 Trochetti. Allenatore Antonio Di Natale.

Ancona Matelica (4-3-3): 22 Avella; 14 Tofanari, 25 Masetti, 6 Iotti, 28 Maurizii; 23 D’Eramo, 7 Gasperi, 4 Iannoni; 9 Rolfini, 17 Moretti, 10 Sereni. A disposizione: 1 Canullo, 12 Vitali, 3 Di Renzo, 5 Bianconi, 8 Delcarro, 15 Sabattini, 16 Farabegoli, 18 Faggioli, 20 Vrioni, 27 Papa. Allenatore: Gianluca Colavitto.

Arbitro: Sig. na Maria Marotta della sezione di Sapri. Assistenti: Sig.ri Pietro Pascali della sezione di Bologna e Matteo Paggioli della sezione di Legnago. Quarto uomo: Sig. Mattia Pascarella della sezione di Nocera Inferiore.

Reti: 16’ st Battistella, 36’ st Sereni (rig)

Note: locali in divisa gialloblù pantaloncini e calzettoni blu e portiere verde; ospiti in divisa bianca, pantaloncini e calzettoni bianchi e portiere grigio; ammoniti: Sereni, Moretti, Semprini e Rota; corner 8-4; recupero 1’ pt, 3’ st. Spettatori; 954, incasso € 3.869,00

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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