Ancona Matelica – Imolese 3:2

L’Ancona soffre ma guadagna il primo posto in classifica

Stadio Del Conero Lega Pro – Girone B – settima giornata

Ancona, 2 ottobre 2021 – Esordio in campionato per il difensore biancorosso Noce in questo Ancona Matelica – Imolese al Del Conero, settima giornata serie C girone B. Stadio che registra il record di pubblico stagionale con le nuove regole di capienza anti Covid (2.588 spettatori di cui 24 ospiti), con la Curva Nord sold-out.

Primi dieci minuti di gioco a favore dei dorici con Faggioli e D’Eramo in evidenza, con quest’ultimo che al 3’ cerca subito la via del gol con palla alta sopra la traversa. Reazione degli ospiti che presidiano l’area avversaria subendo però le violente ripartenze dei padroni di casa.

Al 15’, su una di queste ciniche ripartenze, Sereni finalizza un’azione corale partita da Faggioli, Rolfini, assist capolavoro per Sereni e palla in rete l ‘1-0 dell’Ancona.

Ancona – Sereni batte il rigore che vale il 2-0 sull’Imolese

Passano cinque minuti e l’arbitro assegna un rigore ai dorici. Rinaldi stende in area Faggioli, batte Sereni ed è doppietta personale per il biancorosso che mette a referto il 2-0 per i locali. E siamo solo al 21’.

L’Imolese incassa e reagisce con decisione. Tanto che al 24’ raccoglie un rigore procurato da Iannoni: batte Turchetta che centra l’angolino e supera Vitali per il 2-1. Le squadre si affrontano a viso aperto, continui scambi di fronte e gioco frizzante per un grande spettacolo offerto ai tifosi.

Ogni volta che l’Ancona supera la metà campo sono dolori per gli ospiti. Al 43’ tocca a Rolfini, innescato da Gasperi, buttarla dentro per il 3-1 che porta le squadre all’intervallo.

La gioia di Rolfini dopo aver segnato il 3-1

Alla ripresa del gioco è l’Imolese a premere di più nel tentativo di recuperare, ed è su un errore di Iannoni che perde palla a centrocampo che Alessandro Lombardi riporta in partita i suoi con un colpo di testa vale il 3-2.

Galvanizzati, gli ospiti continuano a premere e l’Ancona Matelica va in difficoltà. Interviene mister Colavitto che opera tre cambi in un colpo solo, passando dal 4-3-3 ad un probabile 3-4-3. Si soffre in campo sulla spinta degli ospiti nonostante i cambi. Si arriva al 75’ con i locali in affanno che difendono e non riescono più a costruire le micidiali ripartenze del primo tempo. Colavitto butta dentro Moretti che al 79’ spara una bordata che obbliga Melgrati al miracolo.

All’82’ Bianconi commette una sciocchezza e si fa espellere lasciando in dieci i biancorossi. Ammoniti anche il mister ospite Fontana e il locale Colavitto. S’infiamma il Del Conero che sale in cattedra per sostenere l’Ancona che, in inferiorità numerica, continua a difendere il risultato con i denti. Il finale, con 5’ di recupero, è di pura sofferenza ma alla fine i dorici portano a casa il risultato, i tre punti e il vertice della classifica. Partita molto bella dai due volti, resa tale da due ottime squadre, con i dorici che hanno messo in campo un po’ di cuore e una Curva Nord in più rispetto agli avversari.

Il Tabellino

Ancona Matelica (4-3-3): 12 Vitali; 33 Noce, 25 Masetti, 6 Iotti, 28 Maurizii; 23 D’Eramo, 7 Gasperi, 4 Iannoni; 9 Rolfini, 18 Faggioli, 10 Sereni. A disposizione: 1 Canullo, 22 Avella, 3 Di Renzo, 5 Bianconi, 14 Tofanari, 15 Sabattini, 16 Farabegoli, 17 Moretti, 20 Vrioni, 21 Del Sole. Allenatore: Gianluca Colavitto.

Imolese (4-3-3): 14 Melgrati; 23 Cerretti, 6 Angeli, 5 Rinaldi, 11 Liviero; 25 Lombardi A., 21 D’Alena, 8 Benedetti; 20 Lombardi L., 29 Belloni, 10 Turchetta. A disposizione: 12 Hysi, 22 Rossi, 2 Lia, 3 Vona, 4 Boscolo Chio, 7 Sall, 16 Padovan, 17 Masella, 18 La Vardera, 19 Boccardi, 28 Palma. Allenatore Gaetano Fontana.

Arbitro: Sig. Luca Angelucci della sezione di Foligno.

Assistenti: Sig.ri Massimo Salvalaglio della sezione di Legnano e Andrea Cecchi della sezione di Roma 1.

Quarto uomo: Sig. Giuseppe Lascaro della sezione di Matera.

NOTE: spettatori totali 2.588 di cui 24 ospiti per un incasso di 24.017,98 euro; ospiti in divisa bianca, pantaloncini e calzettoni bianchi e portiere verde; locali in divisa rossa, pantaloncini e calzettoni rossi e portiere grigio;

espulso al 38’ st Bianconi per gioco falloso; ammoniti mister Colavitto e Fontana dalla panchina; ammoniti Vona, Moretti, Gasperi, Palma, Di Renzo, Rolfini e Angeli; corner 5-9; recupero 1’ pt, 5’ st.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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