PARMA - ANCONA 0 : 2

L’Ancona batte il Parma: chi lo avrebbe detto?

Blitz dei dorici che fermano i ducali a casa loro, ma forse è troppo tardi

PARMA (3-4-3) – Frattali; Iacoponi, Lucarelli, Di Cesare; Mazzocchi (15′ Scavone), Corapi, Scozzarella (35′ st Simonetti), Ricci G. (1′ st Nocciolini); Baraye, Calaiò, Scaglia.
A disposizione: Zommers, Saporetti, Munari, Sinigaglia, Nunzella, Coly, Messina, Edera, Fall. All: D’Aversa.

ANCONA (4-3-3) – Anacoura; Daffara, Cacioli, Ricc­i L. (29′ st Kostadinovic), Barilaro; Za­mpa, Gelonese, Bambozzi; Voltan (11′ st Agyei), Paolucci (26′ st Del Sante), Fredi­ani.
A disposizione: Scuffia, Di Dio, Mancini, Bariti, Djuric, Momentè, Forgacs, Bartoli. All: De Patre.

ARBITRO: Bertani di Pisa

MARCATORI: Frediani al 17’ st, Del Sante al 48’ st.

AMMONITI: Ricci G., Scozzarella, Gelonese.

NOTE: spettatori 8.000 circa, corner: 6-1

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Parma – Il blitz è compiuto. Come all’andata al “Del Conero” – allora per 2-1 -, anche al “Tardini” si consuma il più classico degli sgambetti, con l’Ancona ultima in classifica che batte per 2 a 0 il Parma secondo. In un clima di guerra fredda, con i 50 tifosi che neanche esultano dopo i colpi di Frediani e Del Sante, la formazione di Tiziano De Patre centra la prima vittoria del 2017. E lo fa al cospetto di una delle big del campionato. I dorici, in attesa della penalizzazione, tornano a -4 dal Fano, anche se il discorso salvezza resta un miracolo.

LA CRONACA

D’Aversa opta in avvio di gara per un 3-4-3 con Mazzocchi e Ricci esterni di centrocampo e Scaglia nei tre davanti con Baraye e Calaiò. L’Ancona invece conferma lo stesso undici che è stato sconfitto con il Teramo mercoledì scorso. L’avvio di gara è piacevole, nel primo quarto d’ora le squadre giocano a viso aperto.

La prima chance la costruiscono i ducali, con Mazzocchi che supera Barilaro, offre a Scozzarella ma la sua conclusione viene disinnescata da Anacoura. Poi è l’Ancona a farsi vedere davanti, il tiro di Frediani però termina alle stelle. Il match gode quindi di una fase di stanca fino agli ultimi cinque minuti a ridosso dell’intervallo quando la squadra di D’Aversa costruisce due clamorose palle gol.

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La prima con Calaiò, servito dalla pennellata di Scozzarella, ma l’arciere ciabatta incredibilmente la conclusione; segue tre minuti più tardi l’incredibile occasione per Baraye, che con due dribbling si beve Cacioli, tira col sinistro, ma trova un miracoloso Anacoura sulla sua strada. Il portiere scuola Juventus si supera nella circostanza e di fatto mantiene inviolato il risultato sullo 0-0.

Nella ripresa il Parma, che fa la partita, colleziona la prima situazione pericolosa con il tiro da fuori area di Scozzarella, ma la sfera sorvola di poco la traversa. L’Ancona ben messa in campo si difende ordinata e prova a pungere in contropiede.

La squadra dorica ci riesce al 17’. Bambozzi suggerisce per Frediani, l’esterno dorico colpisce dal limite dell’area di rigore e con un preciso rasoterra beffa Frattali, al primo vero e proprio tiro in porta. I segnali sono positivi per la formazione di De Patre, anche perché Anacoura è in stato di grazia e sbroglia diverse situazioni intricate.

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Ma ad un minuto dalla segnalazione del recupero Frediani spreca la colossale palla gol per chiudere il match. Il 7 biancorosso supera con un sombrero Lucarelli, si lancia verso Frattali e calcia addosso al portiere. Il Parma prova l’ultimo assalto alla porta dorica, ma soltanto un altro intervento prodigioso di Anacoura su Calaiò blinderà il risultato. Risultato certificato da Del Sante, subentrato a Paolucci, che supera la marcatura di Lucarelli e insacca in diagonale alle spalle di Frattali. Si chiude così, Parma 0 – Ancona 2.

Un viaggio in pullman, la penalizzazione che grava sulle sorti dei biancorossi, la squadra che vince per 2-0 sul campo della seconda della classe. I dorici centrano la prima vittoria del 2017, dopo una serie interminabile di sconfitte. È questa l’Ancona che i tifosi avrebbero voluto vedere, ma a giudicare dalla glaciale reazione ai gol, la salvezza resta un’effimera illusione. Perché ora, sembra davvero troppo tardi.

SALA STAMPA

De Patre: «Abbiamo raccolto niente rispetto a quanto meritavamo, molte gare sono andate come oggi, senza però portare a casa punti. La squadra sta dimostrando di seguirmi, abbiamo fatto ciò che dovevamo fare. Siamo partiti con un pullman questa mattina: non è per evidenziare le difficoltà, ma per esaltare l’impresa dei ragazzi.

C’è chi ha giocato anche mercoledì, avevamo solo due centrali fino a martedì, Kostadinovic è rientrato solo oggi. Le defezioni di organico pesano, molti non capiscono questa cosa. Se siamo ultimi i motivi ci sono sia chiaro, ma i ragazzi non hanno mai mollato. Potevamo e meritavamo di raccogliere molto di più sotto la mia gestione. La classifica dice che possiamo giocarcela fino alla fine e ci proveremo, la squadra è in crescita. La salvezza? Non faccio percentuali. Fino a ieri eravamo spacciati, ora dobbiamo solo lavorare».

 

di Giacomo Giampieri

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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