PRIMI PASSI

L’Ancona avvia l’iter per realizzare il centro sportivo

Spedita al sindaco Mancinelli la lettera di manifestazione d’interesse per l’acquisto dei terreni a Passo Varano

Ancona, 11 giugno 2022 – Un altro passo avanti per mantenere la promessa fatta ai tifosi dal patron Tony Tiong. Un altro tassello in vista della possibile realizzazione del centro sportivo dell’Ancona Matelica (dal 1° luglio prossimo si chiamerà U.S. Ancona Srl), a Passo Varano.

Dopo l’incontro di venerdì mattina 10 giugno a Palazzo del Popolo con tutti i vertici comunali, il club biancorosso ha deciso di inoltrare all’Amministrazione comunale la lettera di manifestazione d’interesse per l’acquisto dei terreni. È iniziato, di fatto, l’iter amministrativo per costruire l’impianto nella zona di Passo Varano non distante dallo Stadio Del Conero.

L’obiettivo è quello di realizzare all’interno dell’area quattro campi da calcio, di cui due per l’allenamento della prima squadra e due destinati ai ragazzi ed alle squadre giovanili, tutti i necessari servizi connessi all’uso dei campi compresi spogliatoi e tribune, spazi per la preparazione atletica al coperto, alloggi per gli atleti, mensa refettorio, sala convegni e conferenze, sala stampa, spazi per la fisioterapia ed anche un albergo a completamento di quanto la cittadella sportiva potrà offrire.

«È un progetto molto reale, un programma che sta tanto a cuore a Tony Tiong e a tutta la società – dicono dal Consiglio d’Amministrazione della società biancorossa – Siamo qui per dare il massimo affinché si realizzi».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo