Anconitana-Valdichienti 1:2

In Promozione Marche il più bravo è il Valdichienti Ponte

Con la sfida per il titolo regionale si chiude la stagione comunque vincente dei dorici

Ancona, 5 maggio 2019 – È finita al Del Conero, ieri sera, la stagione 2018/2019 dell’Anconitana calcio. Un incontro secco con il Valdichienti Ponte valido per il titolo regionale di Promozione. Le migliori dei due gironi marchigiani a confronto per stabilire chi è il più bravo. E il campo ha decretato che ad esserlo è il Valdichienti, vittorioso sui dorici per due reti a una.

I ragazzi di mister Giandomenico sono stati più bravi, più determinati e messi meglio in campo. Ci hanno creduto di più, o forse erano semplicemente meno stanchi o più motivati dei dorici. Vai a sapere cosa frulla nella testa dei giocatori quando si arriva all’ultima sfida della stagione.

Ancona – L’ultima formazione dorica della stagione 2018-2019 scesa in campo ieri sera al Del Conero contro il Valdichienti Ponte (foto Max Serenelli)

All’Anconitana di mister Nocera non va rimproverato nulla. Ha conquistato due dei tre titoli disponibili – campionato e coppa Italia Marche contro l’Hr Maceratese – regalando ai tifosi un po’ di gioia dopo tante tribolazioni del passato recente. E i tifosi quella gioia gliel’hanno tributata anche ieri sera, acclamandoli nonostante la sconfitta.

Ancona – I tifosi della Nord presenti al Del Conero per Anconitana-Valdichienti

Un plauso va a Stefano Marconi, il presidente dell’Anconitana capace di far risorgere con dignità e professionalità i colori biancorossi dopo l’ennesimo fallimento della società nel 2017. Un plauso che questa sera gli è stato riconosciuto sul campo dal presidente di Estra Prometeo Marco Gnocchini, sottoforma di una targa celebrativa.

Ancona – La targa consegnata al presidente Stefano Marconi dal presidente di Estra Prometeo Marco Gnocchini

La chiudiamo qui, con una veloce cronaca dei gol, perché dopo una stagione così c’è poco da aggiungere. A settembre per i dorici sarà Eccellenza, un altro gradino da salire per arrivare là dove è giusto che stiano, per storia e blasone.

Anconitana – Valdichienti Ponte non ha detto nulla o quasi per i primi trenta minuti di gioco, fino al 31° quando, inaspettatamente, gli ospiti sono passati in vantaggio con un tiro dai 40 metri di Lattanzi. Più un cross che un tiro vero e proprio, capace comunque d’ingannare un Lori piuttosto distratto.

Per il pareggio dorico si è dovuto aspettare il 64°, se lo è inventato Jachetta che dopo aver raccolto un cross dalla destra ha dribblato un paio di avversari e insaccato la sfera alla sinistra di Piergiacomi.

Dopo il pareggio la partita si è accesa. Sono aumentati i ritmi e i capovolgimenti di fronte, fino al 75° quando, sugli sviluppi di una punizione a favore degli ospiti, Bellesi trova il tocco giusto per battere Lori e siglare il definitivo 1 – 2. L’Anconitana cercava il triplete, non c’è riuscita per un soffio. Così, per gli amanti delle statistiche, l’unico triplete della storia dorica resta quello conquistato nel 2011 con Marinelli presidente e Lelli e Pesaresi mister: Campionato, Coppa Marche e Coppa Italia.

Ancona – La festa dei giocatori del Valdichienti Ponte (foto Max Serenelli)

Il Tabellino

Anconitana: Lori, Tomassini, Zagaglia (68° Ghanam), Visciano, Mercurio, Trombetta, Ruibal (68° Piergallini), Pucci (46° Jachetta), Mastronunzio, Marengo (73° Venturim), Zaldua (68° Colombaretti). A disposizione: Martiri, Colombaretti, Bartoloni, Venturim, Fuglini, Campione, Ghanam, Piergallini, Jachetta. Allenatore Francesco Nocera.

Valdichienti: Piergiacomi, Romagnoli (62° Mandorlini), Iommi, Monteneri, Lattanzi, Fermani, Bellesi, Badiali (90° Ciucci), Garbuglia (70° Ripa), Castellano, Salvatelli (58° Marconi). A disposizione: Erbaccio, Mandorlini, Marcaccio, Ripa, Ciucci, Marconi, Pepa, Pandolfi, Rapari. Allenatore Luigi Giandomenico.

Marcatori: 31° Lattanzi (V), 64° Jachetta (A), 75° Bellesi (V)

Ammoniti: Marengo, Trombetta (A)

Arbitro: Andrea Traini sez. San Benedetto; ass. Marco Viglietta sez. Macerata, Lucia Pagliarini sez. Fermo

Calci d’angolo: 8 – 5

spettatori: 900 circa


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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