Anconitana-Civitanovese 4:3

I Dorici conquistano le Marche

Decisa ai rigori la finale valida per il titolo regionale 2018 della Prima categoria

Ancona, 1 giugno – Pubblico delle grandi occasioni ieri sera al Del Conero, calato in un’atmosfera d’eccitazione e d’attesa come non si respirava da tempo in quel catino. Anche la Curva Nord era presente al gran completo dopo le vistose latitanze delle scorse partite.

In cartellone una sfida importante, di blasone, come le squadre in campo d’altronde: Anconitana e Civitanovese contrapposte per giocarsi il titolo di Campione regionale di Prima categoria. Una finale secca, senza supplementari in caso di parità al termine, affidata alla roulette russa dei calci di rigore.

Anconitana (foto Max Serenelli)

L’Anconitana, vincitrice incontrastata del girone B, ci è arrivata sbarazzandosi in semifinale del S. Veneranda leader del girone A; la Civitanovese, vincitrice del girone C, eliminando la Palmense capofila nel D.

È stata una partita difficile per i biancorossi, sin dall’avvio. La Civitanovese ha subito fatto vedere di che pasta fosse, sfoderando un tridente, là davanti, di categoria superiore: Panichelli, Zaldua e Ruibal hanno messo subito sotto pressione i padroni di casa colpendo l’incrocio dei pali su punizione già al 2° minuto.

Civitanovese (Foto Max Serenelli)

Una squadra quadrata quella dei rossoblu, ben messa in campo da mister Francesco Nocera. Una squadra che corre, costruisce e riparte con cattiveria. L’Anconitana, dal canto suo, frastornata dal legno subìto parte sottotono, si difende e tenta qualche ripartenza senza troppa precisione. Bisognerà aspettare il 14° per vedere il primo tentativo di Pucci verso la porta difesa da Taborda. E poi il 23° per un’incornata a lato di Mastronunzio.

Il primo tempo termina a reti inviolate ma con una netta supremazia della Civitanovese.

Al rientro in campo cambia la musica. I dorici sono più convinti, mister Lelli fa giocare Apezteguia più vicino a Mastronunzio e la mossa dà i suoi frutti. L’Anconitana crea e tira in porta in più occasioni. Taborda deve esibirsi in un paio di ottime parate. Le squadre si allungano, la fatica si fa sentire e il gol non arriva.

Il tifo della Nord (Foto Max Serenelli)

L’arbitro, il sig. Gianluca Renzi di Pesaro coadiuvato dagli assistenti Giacomo Ielo di Pesaro e Marco Scarpetti di S. Benedetto del Tronto, ha il suo bel daffare a gestire gli animi surriscaldati dei giocatori e ne ammonisce da entrambe le parti. Fino al fischio finale che sancisce lo 0 a 0 e i calci di rigore.

la sequenza:

Civitanovese Anconitana
Filippini 1 Apezteguia 1
Vechiarello 0 Polenta 0
Zaldua 2 Marengo 2
Monserrat 0 Mastronunzio 3
Ruibal 3 Mandorino 4

 

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Bravo Lori a negare il gol per ben due volte. Si chiude così la prima stagione dell’Anconitana. Una gran stagione: campionato di prima categoria stravinto alla grandissima e titolo marchigiano. Ora, vacanze meritate per tutti. Se ne riparlerà ad agosto. In Promozione. O magari…


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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