Ancona - Pontedera 2:0

Gioco, emozioni e spettacolo al Del Conero, l’Ancona c’è!

Un Pontedera falloso punito due volte rispettivamente da Sereni e Rolfini

Campionato serie C girone B 4ª giornata

Ancona, 19 settembre 2021 – Giornata uggiosa al Del Conero per Ancona Matelica – Pontedera, quarta giornata del Campionato di serie C, ma splende il sole letteralmente in Curva Nord tornata ad ospitare i tifosi dorici a distanza di quattro anni: l’ultima era stata Ancona – Sambenedettese 1-2 datata 30 aprile 2017. Curva che, come promesso dalla stessa, ospita la dg Roberta Nocelli.

La dg Roberta Nocelli in Curva Nord

Ancona in campo in maglia blu, bianca per gli ospiti. Pronti via e dorici subito in avanti, ma è il Pontedera che sugli sviluppi di una punizione al 6’ coglie il palo esterno con Barba. All’11’ esplode lo stadio: il portiere Angeletti stende in area Rolfini servito da Moretti. L’arbitro esita un istante ma poi concede il rigore ai dorici. Batte lo stesso Moretti ma il tiro viene respinto da Angeletti.

Gioco spezzettato da falli frequenti dall’una e dall’altra parte, con l’Ancona che fatica a scrollarsi di dosso l’idea del rigore sbagliato. Ne approfitta il Pontedera che raccoglie in contropiede quattro calci d’angolo senza però impensierire Vitali. Bisogna aspettare il 45’ per vedere una conclusione nello specchio della porta da parte degli ospiti con Magnaghi, neutralizzata in tuffo da Vitali; che si ripete un minuto dopo su Mutton. Il fischio dell’arbitro manda le squadre a prendere il tè.

Parte forte l’Ancona nella seconda frazione con Rolfini in evidenza che al 50’ impegna a terra l’ottimo Angeletti. Gli ospiti reagiscono senza nessun timore reverenziale e ribattono azione su azione. Al 57’ azione insistita dei padroni di casa che premono e colpiscono il palo con un colpo di testa di Rolfini. Passa un minuto e la Nord esplode di nuovo ma questa volta a ragione: cross di Tofanari prolungato da Moretti, destro al volo di Sereni ed è l’1-0 per l’Ancona.

I dorici, tornati in campo trasformati rispetto al primo tempo, accendono l’incontro che si fa vibrante, ma a spezzare le trame di gioco ci pensa l’arbitro che si accascia a terra probabilmente per uno strappo muscolare. Dopo almeno cinque minuti di stop per soccorrere il sig. Luongo della sezione di Napoli, avviene il cambio di fischietto con l’ingresso sul terreno del quarto uomo, il sig. Daniele Rutella da Enna.

La Curva Nord, tredicesimo giocatore in campo

Dopo la pausa forzata il gioco si inasprisce. A farne le spese Moretti e D’Eramo. L’Ancona preme ancora e al 78’ arriva il raddoppio di Rolfini, un colpo da biliardo con la palla che prende il palo interno e s’infila in rete. Del Conero in delirio: se non canta la curva canta la tribuna. Uno spettacolo che non si vedeva da troppo tempo!

Alla fine, sono dieci i minuti di recupero, giustificati dalla lunga pausa per soccorrere l’arbitro. Sotto di due gol, i toscani perdono la testa e sulla pressione dell’Ancona collezionano una serie di cartellini gialli. Partita interminabile che va avanti fino al 100’, con l’Ancona che porta a casa una splendida vittoria. I dorici migliorano di partita in partita, fanno divertire ed emozionare. Grandi emozioni anche dalla Curva Nord, vero tredicesimo giocatore in campo. Sì, adesso vale davvero la pena tornare al Del Conero.

L’Ancona in blu

Il Tabellino 

Ancona Matelica (4-3-3): 12Vitali; 14 Tofanari, 25 Masetti, 6 Iotti, 3 Di Renzo; 23 D’Eramo, 27 Papa, 4 Iannoni; 9 Rolfini, 17 Moretti, 10 Sereni. A disposizione: 1 Canullo, 22 Avella, 5 Bianconi, 7 Gasperi, 15 Sabattini, 16 Farabegoli, 18 Faggioli, 20 Vrioni, 21 Del Sole, 26 Ruani, 28 Maurizii, 33 Noce. Allenatore: Gianluca Colavitto.

Pontedera (3-5-2): 12 Angeletti; 6 Shiba, 23 Matteucci, 19 Espeche; 21 Perretta, 20 Benedetti, 8 Caponi, 10 Barba, 3 Milani; 9 Magnaghi, 11 Mutton. A disposizione: 1 Sposito, 30 Santarelli, 2 Parodi, 4 Bardini, 5 Pretato, 7 Mattioli, 13 Catanese, 15 Di Meo, 16 Marianelli, 17 D’Antonio, 18 Benericetti, 24 Regoli. Allenatore Ivan Maraia.

Arbitro: Sig. Fabio Rosario Luongo della sezione di Napoli.

Assistenti: Sig.ri Fabio Dell’Arciprete della sezione di Vasto e Paolo Tomasi della sezione di Schio.

Quarto uomo: Sig. Daniele Rutella della sezione di Enna.

reti: 14’ st Sereni, 34’ st Rolfini.

NOTE: spettatori totali 2.110 per un incasso di € 19.918; locali in divisa blu, pantaloncini e calzettoni blu e portiere rosso; ospiti in divisa bianca, pantaloncini e calzettoni bianchi e portiere nero; ammoniti Magnaghi, Mutton, Matteucci, Tofanari, Caponi e Angeletti; corner 4-9; recupero 2’ pt, 10’ st. Al 26’ st Luongo di Napoli lascia la direzione della gara a Rutella di Enna per infortunio.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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