ANCONA - PADOVA 2 : 2

Finalmente Momentè

L’attaccante dorico torna al gol dopo quattordici partite a secco

LEGA PRO girone B

ANCONA (4-3-3): Scuffia; Daffara, Moi, Ricci, Forgacs; Gelonese, Zampa, Agyei (25’st Bariti); De Silvestro, Falou Samb, Frediani (25’st Momentè). A disp: Rossini, Barilaro, Kostadinovic, Tassoni, Malerba, Bambozzi, Djuric, Battaglia, Voltan, Montagnoli. All. Brini

PADOVA (3-5-2): Bindi; Sbraga, Emerson, Cappelletti; Madonna (37’st Boniotti), Mazzocco, Filipe (23’st Mandorlini), Dettori, Favalli; Germinale, Neto Pereira (40’st Altinier). A disp: Favaro, Tentardini, Russo, Monteleone, Gaiola, Marcandella.  All. Brevi

ARBITRO: Pasciuta di Agrigento

MARCATORI: 32’pt Falou Samb, 38’pt Neto Pereira, 14’st Favalli, 39’st Momentè

AMMONITI: Mazzocco, Gelonese, Madonna, Bindi

NOTE: spettatori 1436, di cui circa 50 da Padova, incasso 8826,50 euro. Angoli 3-4.

 

Finalmente Momentè. Questo il titolo dopo il pari tra Ancona e Padova: l’attaccante ex Mantova si è sbloccato dopo ben 14 partite ed ha permesso ai dorici di strappare un punto ormai insperato al cospetto dei biancoscudati, sulla carta superiori, ma sul campo alla portata della Brini band. Il tutto sotto gli occhi di Ercole Di Nicola, che ormai non si nasconde più e che a fine primo tempo ci ha rilasciato una dichiarazione che riportiamo in calce.

LA CRONACA.

Brini, con l’organico al completo, ha confermato il 4-3-3 che ha ben figurato contro Padova e FeralpiSalò, mentre Brevi ha schierato i suoi con il 3-5-2, senza l’argentino Alfageme e con il bomber Altinier inizialmente in panchina.

Samb porta in vantaggio l'Ancona
Falou Samb porta in vantaggio l’Ancona (foto Max Serenelli)

Primo tempo senza emozioni fino al 32’ quando l’Ancona è passata in vantaggio: punizione di Frediani dalla trequarti, clamoroso errore in uscita di Bindi che ha perso la palla e gol da opportunista di Falou Samb, che è riuscito a segnare nonostante abbia ciccato la conclusione. Gli ospiti si sono lamentati di un’eventuale fallo del senegalese, che però non è sembrato intervenire irregolarmente ai danni del portiere ospite.

Neanche il tempo di assestarsi che il Padova ha pareggiato al minuto 38: palla in profondità di Dettori per Neto Pereira che si è infilato tra Ricci e Scuffia ed ha realizzato con un delizioso pallonetto.

Nella ripresa è andato vicino al gol Frediani su punizione (qui bravo Bindi), prima del raddoppio ospite con Favalli, lesto a ribadire in rete un lancio dai venti metri tagliando dietro la difesa dorica, ma in posizione regolare: 1-2 al 14’.

La parata di Scuffia che tiene l'Ancona ancora in partita (foto Max Serenelli)
La parata di Scuffia che tiene l’Ancona ancora in partita (foto Max Serenelli)

Brini ha poi inserito Momentè e Bariti per Frediani e Agyei passando al 4-2-4, ma è stato Scuffia a salvare il risultato due volte nella stessa azione al 28’, prima su una bella punizione di Dettori poi su un tiro di Madonna scaturito dall’angolo.

Il calcio, come spesso accade, è beffardo, ed i veneti dopo essere andati vicino al vantaggio sono stati puniti. Minuto 39, palla filtrante di Gelonese per Falou Samb, che ha fintato lo stop per lasciare passare la sfera verso Momentè, che l’ha spedita sotto il sette con un destro potentissimo al volo. Esultanza un po’ polemica quella dell’attaccante scuola Inter, magari comprensibile visto il brutto periodo che ha passato, ma certamente censurabile.

Bindi non trattiene il bellissimo tiro del pareggio di Momentè (foto Max Serenelli)
Bindi non trattiene il bellissimo tiro del pareggio di Momentè (foto Max Serenelli)

La partita è finita qua, con l’Ancona che si è andata a prendere l’applauso della curva, già proiettata al derby. Domenica, alle 14:30, i biancorossi saranno di scena al “Riviera delle Palme”, casa della Samb.

DICHIARAZIONI DI ERCOLE DI NICOLA

«Non ho ruoli ufficiali all’interno della società, sono molto amico di Mastropietro (l’azionista di maggioranza ndr.), se lui mi chiederà consigli sarò ben lieto di darglieli. Questa nuova dirigenza è molto seria, ha progetti importanti e già da gennaio cambierà qualcosa. Credo arriveranno diversi giocatori, qualche nome l’ho già fatto a chi di dovere (deve essere arrivata la richiesta di consigli, ndr.). In che ruolo? La squadra deve crescere in tutti i reparti, ma diciamo che davanti necessita di un intervento più serio. Io mi sono affezionato a questa società, a questi colori, l’Ancona ha un tifoso in più».

SALA STAMPA

Brini: «Non avremmo meritato la sconfitta, ma ancora dobbiamo lavorare su certi automatismi che non sempre ci vengono. I ragazzi hanno giocato un’ottima gara, stiamo piano piano dando un po’ di continuità al nostro campionato. Mi dicono cheil Padova si sia lamentato del primo gol, ma non mi sembra minimamente fallo, ma episodi a parte il pareggio è giusto. Ora c’è il derby, che non è una partita come le altre, anche se vale tre punti come le altre. I tifosi ci tengono, daremo il massimo».

Ricci: «Contento per le duecento presenze tra i professionisti, spero di farne altrettante. Felice per la prestazione della squadra, dopo la doppia sconfitta con Lumezzane e Teramo abbiamo reagito e dobbiamo continuare così. Vogliamo fare risultato anche a San Benedetto».

Falou Samb: «Sono molto felice per il gol, non ho assolutamente fatto fallo sul portiere. La finta per Momentè non l’abbiamo mai provata in allenamento, mi è venuta così ed è andata bene per fortuna. Alla fine pensavo che i tifosi ce l’avessero con me (quando hanno intonato cori contro la Samb, ndr.), poi i miei compagni mi hanno spiegato il motivo».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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