ANCONA - FERALPISALO' 1 : 1

Contro FeralpiSalò un pareggio che non risolve

Anche gli avversari lamentano di aver giocato su un campo di patate

ANCONA (4-3-3): Anacoura; Daffara, Cacioli, Ricci, Barilaro; Zampa, Gelonese, Bambozzi (14’st Bariti); Voltan (7’st Del Sante), Paolucci (30’st Momentè), Frediani. A disp: Scuffia, Di Dio, Kostadinovic, Nicolao, Forgacs, Agyei, Mancini, Bartoli. All. De Patre

FERALPISALO’ (4-3-1-2): Caglioni (16’st Vaccarecci); Parodi, Aquilanti, Ranellucci, Ruffini (40’st Gambaretti); Settembrini, Gamarra, Tassi; Bracaletti (22’st Codromaz); Gerardi, Guerra. A disp: Staiti, Davì, Ferretti, Turano, Luche, Liotti. All. Serena

 ARBITRO: Lorenzin di Castelfranco Veneto

MARCATORI: 45’pt Gerardi, 48’st Momentè

 AMMONITI: Gamarra, Cacioli, Caglioni, Del Sante, Ruffini

NOTE: paganti 256, spettatori 1070. Incasso 8395,00 euro. Angoli 5-2, recupero: pt 1’, st 8’

A sinistra, Luca Ricci capitano dell'Ancona 1905. Contro il FeralpiSalò è sceso in campo senza la fascia come punizione per le dichiarazioni rilasciate alla stampa
A sinistra, Luca Ricci capitano dell’Ancona 1905. Contro il FeralpiSalò è stato privato della fascia come punizione per le dichiarazioni rilasciate alla stampa

Non basta il primo gol interno del 2017 all’Ancona per ottenere i tre punti che avrebbero ancora tenuta accesa la fiammella della speranza. In pieno recupero Momentè, molto più attivo in un quarto d’ora che Paolucci in settantacinque minuti, evita almeno la sconfitta numero dieci al Del Conero, ma ormai a tre partite dalla fine il destino dell’Ancona è segnato: la distanza dal Fano, che ha pareggiato al Penzo nella festa del Venezia, rimane immutata e recuperare ai granata cinque punti (sei vista la probabile penalizzazione), è un’impresa ai limite dell’impossibile.

LA CRONACA

De Patre sceglie gli undici corsari a Parma, ma con una novità: Ricci scende in campo senza fascia da capitano, finita sul braccio di Gelonese, a causa del comunicato che i giocatori hanno fatto uscire giovedì con toni molto polemici contro la società.

Prima della gara l’ormai ex capitano ha anche avuto un alterco con l’a.d. Miani: i due non sono venuti alle mani, ma c’è mancato poco. L’Ancona, a differenza di altre volte, scende in campo con un buon piglio e va vicino al gol con Frediani già al 4’: MF7 spreca da pochi passi.

Andrea Bracaletti, uno degli avversari più attivi al Del Conero
Andrea Bracaletti, uno degli avversari più attivi al Del Conero

FeralpiSalò alza il baricentro e per due volte impegna Anacoura tra il 15’ ed il 24’ con Bracaletti e Settembrini. I lombardi sfiorano il vantaggio anche al 25’ con uno slalom in area di Guerra che però allarga troppo la conclusione.

Si risveglia l’Ancona con Voltan alla mezz’ora, ma il suo tiro sfiora l’incrocio dei pali: l’esterno di proprietà del Genoa ci riprova al 39’ con un sinistro potente deviato in angolo. E proprio dal tiro dalla bandierina si crea una mischia che risolve Barilaro con un bolide che, però, sorvola la traversa.

Nel momento migliore dei dorici, come spesso accaduto in questa stagione, segnano gli avversari. È il 45’ quando sugli sviluppi di un calcio di punizione l’Ancona sale in maniera non compatta, Bracaletti viene pescato dal lancio di un difensore, cross preciso sulla testa di Gerardi e gol: da censura il tentativo di parata di Anacoura da dentro la porta e tutto il movimento della difesa biancorossa.

Ottima prestazione di Momenté contro il FeralpiSalò
Ottima prestazione di Momenté contro il FeralpiSalò

Nella ripresa l’Ancona prova tutte le carte a disposizione per il pari, ma fino all’ingresso di Momentè non va oltre ad una punizione di Paolucci deviata in angolo da Caglioni che poi s’infortuna proprio in uno scontro con l’attaccante dorico ed è costretto ad uscire.

Dalla mezz’ora in poi la squadra di De Patre, pur senza grandi occasioni, chiude FeralpiSalò nella propria area. L’unico vero pericolo lo porta Ricci al 37’ su sponda di Daffara, ma la conclusione del centrale esce di poco.

Dopo uno spavento per un tiro di Guerra parato da Anacoura l’Ancona riesce a pareggiare al terzo degli otto minuti di recupero che l’arbitro concede per l’infortunio di Caglioni: è proprio Momentè a realizzare il primo gol casalingo dell’anno con una meravigliosa punizione dai venticinque metri.

Nei restanti cinque minuti i biancorossi ci provano con la forza della disperazione, ma la vittoria non arriva. Mentre per la retrocessione in D, ormai, manca solo poco più della matematica.

SALA STAMPA

DE PATRE: «Questo pareggio ci tiene ancora in corsa, ma c’è delusione visto che anche oggi abbiamo disputato una grande partita e raccolto meno di quanto prodotto. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi, abbiamo la convinzione che possiamo lottare fino alla fine. Andremo a Padova con questo spirito battagliero, le risposte dal campo sono positive anche se i limiti che abbiamo ce li porteremo dietro fino al termine del campionato».

Mister De Patre e il ds Spadoni insieme in sala stampa
Mister De Patre e il ds Spadoni insieme in sala stampa

SPADONI: «La decisione di togliere la fascia a Ricci è della società e presa un paio di giorni fa anche se l’abbiamo comunicata al giocatore solo oggi. Non ci è piaciuto il comunicato che i giocatori hanno scritto e fatto avere alla stampa, è chiaro che non condividiamo modi e tempi. Non so se la proprietà vorrà commentare, per adesso abbiamo preferito agire in questa maniera. La vicenda delle scommesse? Sono contento ci sia un’inchiesta perché almeno verrà fuori la verità, in questi giorni ho visto solo tanto fango. Non mi è piaciuto molto l’atteggiamento del presidente della Lega Pro Gravina che ha dato solidarietà solo ai giocatori del Parma e non ha avuto parole edificanti su tutta la storia. Vorrei sapere il suo parere su Venezia – Fano, che sarà stato sicuro un pareggio giusto, ma la partita è stata tolta dai palinsesti delle agenzie di scommesse addirittura mercoledì».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel Sanremo che non c’è più

E che il Covid non sia la scusa per coprire la latitanza della canzone italiana


3 marzo 2021 – Si può scrivere, perché in fondo lo penso davvero, che la prima serata del 71° Festival della canzone italiana di Sanremo non mi sia piaciuta? Facile sparare sulla Croce Rossa, certo, ma proprio non ce la faccio a trovare aggettivi “complimentosi”. E se a metà serata di un brodo allungato con cento banalità mi sono addormentato sul divano – non mi era mai successo nelle ultime cinquanta edizioni – significa che proprio non mi è piaciuto.

Direte: sei cattivo, ingeneroso, fallo tu, in questi tempi da colera, un Festival come si deve. Un Festival con le mascherine, senza pubblico, con l’obbligo del distanziamento. Anzi, di più, con l’obbligo di farlo a tutti i costi perché i conti Rai vanno messi a posto costi quel che costi.

Osservazioni sacrosante, certo; infatti, fosse dipeso da me non lo avrei fatto. Ma non è questo il punto dal mio punto di vista, sia ben chiaro. Un punto di vista del tutto personale di uno che, siccome paga obbligatoriamente un canone per accendere la Rai, si sente autorizzato a esprimere pubblicamente quel che della Rai gli piace o non gli piace. Direte: se non ti piace, cambia canale. Certo, azione possibile ma, se lo facessi, porrei fine ad una onorata carriera ormai antica di fedelissimo del Festival che in passato non ha mai saltato un’edizione. Perché troncare di netto la mia personalissima corsa verso un record: quello cioè d’ascoltatore fedele nei secoli?

Non ci sono più i Festival di Sanremo di una volta, semplicemente perché non ci sono più le canzoni di una volta, i cantanti di una volta, gli ospiti e le star di una volta. Forse, non c’è più neppure una volta, sì, quella volta là che… E qui casca l’asino, cioè io. Perché una volta non c’è mai stato il Covid di oggi… ma che non sia una scusa, però. Come non sia una scusa che non c’è più il pubblico di una volta.

Ieri sera, Fiorello (in foto a destra) non è mai stato il Fiorello di una volta e, di conseguenza, neppure Amadeus (in foto, a sinistra). Bravi per “mestiere” e nulla più. La co-conduttrice Matilda De Angelis ha fatto simpaticamente e disinvoltamente il suo; Zlatan Ibrahimović ha fatto la caricatura di Zlatan ma lo vedo meglio in pantaloncini corti e scarpette chiodate nonostante l’età; il glam rock di Achille Lauro va da sé che non mi è piaciuto (ma sono io l’asino, l’ho già detto), mentre Loredana Bertè è stata sì quella di una volta grazie al medley di successi del passato. Certo, la Bertè di una volta aveva un’altra voce ma gli anni passano per tutti mentre i successi restano.

Sulle canzoni in gara stendo un velo pietoso, lo stesso velo che si è steso sui miei occhi fino a quando non si sono chiusi portandomi da Morfeo. Finché sono riuscito a tenerli aperti, quel che hanno sentito le mie orecchie hanno fatto stridere i nervi e attanagliare le viscere. Sul palco ad esibirsi, a parte un paio d’eccezioni, non c’erano i testimonial della musica italiana d’autore bensì i più cliccati sul web. E lo sa il mondo intero: non bastano 10 milioni di like per fare di un pezzo una canzone con la C maiuscola, o di un cantante un grande interprete con una grande voce.

Era il primo ascolto quello di ieri, un ascolto per giunta assonnato. Per cui rimando altri giudizi alle successive serate, nella speranza che Morfeo si faccia i fatti suoi. Chiudo con gli ascolti di ieri. 11 milioni 176 mila, pari al 46.4% di share, i telespettatori che hanno seguito su Rai1 la prima serata del 71° Festival di Sanremo nella prima parte; la seconda parte ne ha avuti 4 milioni 212 mila con il 47.8%  Lo scorso anno, sempre nella prima serata, la prima parte aveva avuto 12 milioni 480 mila spettatori con il 51.2%, la seconda 5 milioni 697 mila con il 56.2%. Curiosissimo di vedere come andrà questa sera.

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