Monserra - Anconitana 0 : 4

Continua il bottino dorico sul neutro di Moie

Calcio – 1ª Categoria girone B – ottava di ritorno

Moie (AN) – L’Anconitana in trasferta scende sul neutro del Pierucci di Moie per incontrare il Monserra, quarta forza del campionato con 27 punti di distacco dai dorici. Seguita, di nuovo, da una folta schiera di tifosi che si rivedono in gran numero sugli spalti dopo le sparute partecipazioni delle settimane scorse.

Moie – I tifosi dorici sono tornati numerosi al seguito della squadra (foto Max Serenelli)

Il secco 0 – 4 subito dai padroni di casa, oggi in maglia bianca, la dice lunga sul divario delle squadre in campo. Il Monserra ha provato a far valere il suo gioco fin da subito. Ci ha provato nei primi cinque minuti però, perché al 6°, durante un’azione d’attacco ospite Pucci viene atterrato in area e l’arbitro, il sig. Tinti di Pesaro, non ha esitato a fischiare il rigore.

Lo batte Mandorino, al suo rientro dopo un lungo infortunio, e non lo sbaglia. Portando in vantaggio i suoi.

Moie – Mandorino segna il rigore del vantaggio dorico (foto Max Serenelli)

Partita ammazzata fin dall’inizio? In pratica sì. Dal rigore in poi, nonostante alcune scaramucce dei padroni di casa che non sortiscono effetto alcuno – il portiere dorico non sarà impegnato neppure una volta per tutto il primo tempo – la partita si incanala sui binari dello scontato.

Un batti e ribatti senza costrutto dove l’Anconitana non forza più di tanto e si limita a rilanciare le sterili offensive del Monserra. Fino al 31°, quando Apezteguia dalla fascia sinistra fa partire un cross preciso per la testa di Mastronunzio appostato al limite dell’area piccola avversaria. Da quella posizione la Vipera non può sbagliare e deposita la palla alle spalle di Buriani per il 2 a 0 dorico.

Per registrare il primo tiro in porta del Monserra, peraltro fuori dallo specchio della porta, occorre aspettare il 41°.

Moie – Il colpo di testa di Mastronunzio che sigla il duplice vantaggio per i dorici (foto Max Serenelli)

Nella ripresa la partita prende vigore. I padroni di casa si gettano in avanti con più convinzione e quattro attaccanti. Le trame di gioco vengono tessute con maggior ritmo, le squadre si allungano, si aprono spazi per entrambi e al 54° il Monserra reclama un rigore, non concesso, per un presunto fallo di mano in area di un giocatore dorico.

Al 61°, prodezza di Lori. Il portiere biancorosso si impossessa della palla dopo una scaramuccia all’interno della sua area. Dovrebbe rimetterla in gioco, appoggiandola come di consueto a un difensore per far ripartire l’azione. Invece no. Una rapida occhiata in avanti e il numero uno s’inventa un rapido lancio a centrocampo. Palla raccolta da Apezteguia che s’invola verso l’area avversaria. Corsa di quaranta metri e tiro di precisione che s’insacca per il 3 a 0.

I dorici giocano bene, costruiscono e attaccano trovandosi alla perfezione. Il Monserra fa quel che può ma al 71° viene punito per la quarta volta. Di nuovo il duo Apezteguia – Mastronunzio che scambiano fra loro, con il secondo che riceve dal primo, si smarca e sigla il 4 a zero definitivo. Per la Vipera l’ennesima doppietta, che gli permette di raggiungere quota 26 reti in stagione.

La nona di ritorno si giocherà mercoledì 28 marzo alle 16 al Del Conero. Avversario di turno il Ponterio, squadra che annaspa in fondo alla classifica al quartultimo posto a – 46 punti dai dorici

Il Tabellino

Monserra: Buriani (Priori, 2° t.), Manieri, Puerini, Michelangeletti (Gervasi, 32° p.t.), Lucarini, Pambianchi, Bittoni (Mariani, 58° s.t.), Paradisi (Santini, 83° s.t.), Piccolini, Ambrosi, Brega (Brescini, 58° s.t.). Panchina: Priori, Ferrero, Santini, Cervasi, Mariani, Brescini, Sdruccioli. Allenatore: Moretti

Anconitana: Lori, Polenta, Brasili (Della Spoletina, 75° s.t.), Rossi, Colombaretti, Pucci (Storani, 78° s.t.), Strano, Marengo (Fabrizi, 88° s.t.), Mastronunzio (Fernandes Cardoso, 86° s.t.), Mandorino (Massei, 82° s.t.), , Apezteguia. Panchina: Ruspantini, Bartoloni, Massei, Della Spoletina, Fernandes Cardoso, Fabrizi, Storani. Allenatore: Marco Lelli.

Arbitro: Sig. Gianluca Tinti di Pesaro

Angoli: Monserra 1 – Anconitana 7

Ammoniti: Paradisi e Manieri (M); Marengo e Pucci (A.)

Espulsi: Manieri (M)

recupero: 1’ p. t. – 5’  s. t

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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