1° turno Coppa Italia Serie C

Battuto Aquila Montevarchi 4:3 dopo i calci di rigori

Ancona Matelica supera il primo turno di Coppa Italia

Ancona, 21 agosto 2021 – Esordio ufficiale dell’Ancona Matelica al Del Conero per questo primo turno di Coppa Italia Serie C. Ospite, l’Aquila Montevarchi di mister Roberto Malotti. Calcio d’inizio alle 18, in un pomeriggio con sole pieno e un piacevole venticello fresco.

Al fischio d’inizio le due squadre non stanno tanto a studiarsi e partono di gran carriera. La prima azione è degli ospiti che arrivano subito in area dorica. Al 4’,su punizione calciata da Papa tocca all’Ancona Matelica indirizzare a lato con Sereni. E ancora, al 12’, Aquila Montevarchi libera Gambale davanti ad Avella ma l’attaccante cincischia.

La squadra dell’Ancona Matelica scesa in campo al Del Conero

Dopo la sfuriata iniziale arriva la fase di studio, con il gioco che disegna trame per lo più a centrocampo. Fino al 22esimo quando Rolfini approfitta di un errore dei difensori dell’Aquila, prende palla sul filo del fuorigioco, salta l’uomo, entra in area e infila in rete un preciso diagonale per il vantaggio dorico.

Al 38’ è Barranca a ristabilire la parità per gli aquilani. Sugli sviluppi di un calcio di punizione dai venti metri, la palla arriva in area biancorossa, il dieci ospite beffa Avella con un tocco sottomisura che colpisce il palo interno ed entra in rete.

Secondo tempo che parte con le scintille. Al 47’ sono gli ospiti a sfiorare il raddoppio con Jallow che spara sopra la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ma è l’Ancona Matelica a rendersi davvero pericolosa al 53’ su azione di contropiede con due tentativi ravvicinati prima di Sereni e poi di Delcarro, entrambi ribattuti da Giusti.

La partita si fa piacevole con continui scambi di fronte. Il campo da gioco è ormai in ombra, l’arietta fresca persiste e i giocatori approfittano delle pause per dissetarsi. La Nord incita senza sosta i biancorossi. Davvero un bel clima!

Al 75’ Giusti, portiere dell’Aquila Montevarchi, stende al limite Moretti. Sembrerebbe rigore ma l’arbitro espelle il portiere e concede solo una punizione dal limite ai biancorossi. Sugli sviluppi, Iotti centra la traversa e sulla ribattuta Sereni calcia alto. Finisce 1-1 e si va ai supplementari. Si accendono i fari delle torri.

Al 7’ del primo tempo supplementare, occasionissima per Sereni che liberato a centro area da un cross di Tofanari, di testa inzucca a lato.

Il secondo tempo supplementare parte con un po’ di stanca in campo. Ritmi rallentati e primi crampi, più che giustificati considerato il periodo. Nonostante ciò, le squadre continuano a cercare il gol. E ci va vicino al 12’ l’Aquila con Amatucci che dopo una serpentina in area calcia in porta con Avella che blocca. Cambio di fronte ed è rigore per l’Ancona Matelica per un fallo su Vrioni. Sembra fatta per i dorici, siamo al 15’. Batte Moretti e la palla vola alta sopra la traversa. E si va ai rigori, la porta è quella della Curva Nord!

Sequenza

AQUILA MONTEVARCHIANCONA MATELICA
x0
0x
0x
xx
0

 

SEQUENZA RIGORI: Lischi rete, Iotti alto, Amatucci traversa, Maurizii rete, Martinelli parato, Sereni rete, Mercati rete, Faggioli rete, Bassano alto.

È fatta. L’Ancona Matelica supera più che brillantemente la prima prova, sia sul campo sia nei confronti della tifoseria. È scoppiato un grande amore? Difficile dirlo, siamo solo all’inizio della storia. Ma le carezze e gli applausi sono stati tanti. Bella storia, bella società, bella squadra. Un’atmosfera così erano parecchi anni che non si respirava ad Ancona.

Prossimo turno di Coppa Italia, il 15 settembre: Avellino vs Ancona Matelica, stadio Partenio Lombardi (AV).

Sabato 28 agosto, invece, prima di campionato Lega Pro, Serie C girone B; ore 20.30 Pescara vs Ancona Matelica, Stadio Adriatico “Giovanni Cornacchia”, Viale Vittorio Pepe (PE).

Il tabellino

ANCONA MATELICA (4-3-3): 22 Avella; 14 Tofanari, 6 Iotti, 25 Masetti, 3 Di Renzo; 27 Papa, 8 Delcarro, 23 D’Eramo; 17 Moretti, 10 Sereni, 9 Rolfini. A disposizione: 12 Vitali, 2 Calcagno, 4 Iannoni, 5 Bianconi, 7 Gasperi, 15 Sabattini, 20 Vrioni, 21 Del Sole, 26 Ruani, 28 Maurizii. Allenatore: Gianluca Colavitto.

AQUILA MONTEVARCHI (3-4-1-2): 1 Giusti; 2 Bassano, 5 Tozzuolo, 3 Martinelli; 7 Lischi, 8 Amatucci, 4 Mercati, 3 Casiello; 10 Barranca; 11 Yallow, 9 Gambale. A disposizione: 12 Rinaldi, 13 Chottong, 14 Pinzauti, 15 Senzamici, 16 Arnetoli, 17 Lorenzini, 18 Occhiolini, 19 Lunghi. Allenatore Roberto Malotti.

Reti: 22’ Rolfini; 38’ Barranca;

Arbitro, Luca Zucchetti di Foligno. Assistenti, Matteo Pressato e Franco Iacovacci di Latina. Quarto uomo ufficiale, Gilberto Gregoris di Pescara.

NOTE: gara a porte aperte; totale spettatori 807; locali in divisa biancorossa, pantaloncini e calzettoni rossi e portiere blu; ospiti in divisa verde fluo, pantaloncini neri, calzettoni verdi e portiere arancio; corner 5-10; ammoniti Martinelli, Vrioni, Gambale e Tozzuolo; espulso al 31’ st Giusti per fallo da ultimo uomo; recupero 1’ pt, 5’ st; recupero tempi supplementari 1’ pts, 1’ sts.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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