FC FALCONARA - ANCONITANA 0 : 1

Anconitana, buona la prima!

Prima Categoria girone B

Falconara – Oltre mille spettatori hanno riempito il Roccheggiani di Falconara per l’esordio esterno della nuova Anconitana di patron Marconi. Un campionato, quello di prima categoria, che richiederà un po’ di tempo per abituarcisi.

Falconara – I tifosi dorici presenti al Roccheggiani per la prima dell’Anconitana (foto Max Serenelli)

L’undici di mister Lelli non ha trovato vita facile contro un coriaceo Falconara. Nei primi dieci minuti di gioco, sarà stata l’emozione dell’esordio?, i biancorossi hanno rischiato di subire gol per ben due volte.

Poi, pian piano, i dorici hanno preso le misure all’avversario e per il resto del primo tempo sono saliti in cattedra senza però riuscire ad essere pericolosi.

Falconara – La formazione biancorossa scesa in campo (foto Max Serenelli)

La marcatura della vittoria è arrivata nel secondo tempo grazie ad un colpo di testa di Colombaretti. Volenteroso, ma mai incisivo, il top player dorico Mastronunzio: da un bomber avvezzo ad altre categorie come lui, ci si deve aspettare qualcosa di più. Ma non è questo il momento dei giudizi e delle pretese: l’organico ha bisogno di tempo per amalgamarsi.

Falconara – L’esultanza di Colombaretti (foto Max Serenelli)

Primi tre punti assicurati dunque, e subito testa al prossimo incontro domenica 1 ottobre alle 15.30 contro il Borgo Minonna oggi all’asciutto.

Per la nuova Anconitana sarà l’esordio in casa, al Del Conero.

FC FALCONARA (4-4-2): Caruso, Principi, Perugini, Giovanelli, Cola (25’st Grilli); Beldomenico (11’st Noudem Nguimatsia), Michele Formica (40’st Pelonara), Aquilanti, Braconi (30’st Turchi sv); Prifti (43’st Roberto Formica sv), Papadopoulos. A disp. Sartini, Gigli. All. Cantani

ANCONITANA (4-4-2): Angiolani, Brasili, Colombaretti, Rossi, Cesaroni, Pucci (21’st
Tantuccio), Marengo, Mandorino, Fernandes, Cardoso (1’st Gramacci ), (4’st Bartoloni sv); Apezteguia (47’st Fabrizi sv), Mastronunzio. A disp. Ruspantini, Polenta, Massei. All. Lelli

ARBITRO Biagini di Pesaro

RETE 18’st Colombaretti.

NOTE: spettatori 1300 circa; corner 1-6; recupero 2’pt e 5’st; ammoniti: 42′ pt Michele Formica, 45′ st Cesaroni.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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