ANCONA - LUMEZZANE 0 : 1

Allarme rosso al Del Conero. Delude la squadra ma pure la società

LEGA PRO girone B

 

Il capitano dell'Ancona, rende omaggio alla memoria del tifoso Gabriele ucciso dfa un poliziotto qualche anno fa
Il capitano dell’Ancona, Luca Ricci, rende omaggio alla memoria del tifoso Andrea Spadaro scomparso qualche anno fa (foto Massimiliano Serenelli)

ANCONA – LUMEZZANE 0-1

ANCONA (4-2-3-1): Scuffia; Barilaro, Moi, Ricci, Forgacs; Zampa (19’st Daffara), Agyei; De Silvestro (1’st Falou Samb), Bariti, Frediani (25’st Montagnoli); Momentè. A disp: Rossini, Kostadinovic, Malerba, Gelonese, Djuric, Ascani, Bartoli. All.Brini

LUMEZZANE (4-3-3): Pasotti; Rapisarda, Calamai, Tagliani, Bonomo; Arrigoni, Genevier, Sorbo; Bacio Terracino (27’st Magnani), Barbuti (22’st Speziale), Russini. A disp: Peroni, Allegra, Brusacà, Leonetti, Raucci, Vaccaro, Verde. All. Brocchi (De Paola squalificato)

ARBITRO: Nicoletti di Catanzaro

MARCATORI: 15’pt Barbuti

AMMONITI: Falou Samb, Russini, Pasotti

ESPULSI: 47’st Russini per doppia ammonizione

NOTE: spettatori 1387, incasso 8680 euro. Angoli 8-2

 

Ancona. Troppo brutta per essere vera. O forse è proprio così brutta quest’Ancona che ha malamente sbagliato una gara importantissima come quella odierna contro il Lumezzane, regalando un gol ad una squadra che non ne segnava uno da quasi seicento minuti e non riuscendo mai, e ribadiamo mai, a tirare in porta.

Non solo uno, ma due, se non tre passi indietro rispetto alla gara di Bolzano ed alla mentalità che la squadra ha comunque dimostrato di avere ultimamente. In sala stampa poi è scattato il tutti contro tutti, con un allarme rosso grosso così che si è acceso in casa biancorossa. La situazione è preoccupante.

Barbuti segna il gol vittoria per il Lumezzane (foto Massimiliano Serenelli)
Barbuti segna il gol vittoria per il Lumezzane (foto Massimiliano Serenelli)

La cronaca. Brini ha rilanciato dal 1’ Moi, De Silvestro e Momentè, ma è stato proprio il roccioso difensore a tradirlo dopo un quarto d’ora: punizione innocua dalla sinistra, ma Moi è rimasto sorpreso dalla direzione della palla, intervenendo goffamente con il tacco e servendo il più comodo degli assist a Barbuti che, da zero metri, ha realizzato il gol che poi si rivelerà essere della vittoria.

Chi si aspettava la veemente reazione biancorossa resterà deluso (e fischierà a fine partita), il solo tiro verso il portiere avversario è stata una bella girata al volo di De Silvestro finita di poco a lato. Anzi sono stati gli ospiti a rendersi pericolosi un paio di volte, prima con un’incornata da angolo di Sorbo con la difesa dorica rimasta ad osservare, e poi con un bel contropiede concluso da Calamai che ha impegnato Scuffia.

Nella ripresa Brini ha subito inserito Falou Samb per De Silvestro (il senegalese si farà notare solo per aver commesso decine di falli), passando al 4-4-2, ma non riusciamo a descrivervi azioni dell’Ancona perché non ce ne sono state.

L’unico tiro è stato del Lumezzane, con Scuffia che ha chiuso la porta al solito Barbuti dopo un altro errore di Moi. Al triplice fischio finale fischi e cori di disapprovazione per una squadra spenta e senza un briciolo di mordente: lo stesso Brini nel dopopartita lo farà notare.

SALA STAMPA

Mastropietro: «Sono deluso dalla prestazione della squadra, come credo lo siano tutti i tifosi dell’Ancona. Dal nostro arrivo abbiamo conquistato solo 3 punti in 5 partite, questa è una media da retrocessione e una piazza del genere non lo merita. Massima fiducia in Brini, che sta cercando di fare il massimo, ma da qui a gennaio dovremo fare delle attente valutazioni su questo organico: chi non è all’altezza di Ancona e dell’Ancona andrà via. D’altronde la società sta compiendo dei grossi sforzi, ha pagato gli arretrati e sta per pagare anche le mensilità di ottobre, mentre queste partite non sono all’altezza del nostro lavoro. Il presidente? Ci prendiamo almeno un’altra settimana per decidere, non è detto che sarà un anconetano».

Brini: «Non accetto certi atteggiamenti nell’approccio alle partite. Ho detto più volte che questa squadra deve dare il 110% per ottenere risultati, se si distrae poi si vedono prestazioni come quella odierna. È un problema mentale, so che questi ragazzi possono dare molto di più e lo hanno dimostrato, è per questo che sono molto arrabbiato. Poi dobbiamo anche essere un po’ più scafati, oggi quelli del Lumezzane dopo il vantaggio non ci hanno permesso neanche di giocare, e non per colpa del campo, hanno spezzettato la partita in continuazione: ogni tanto serve anche questo».

Un mister Brini seriamente preoccupato per il gioco espresso dalla sua Ancona
Un mister Brini seriamente preoccupato per il gioco espresso dalla sua Ancona (foto Massimiliano Serenelli)

MOI: “Abbiamo perso per colpa mia, purtroppo ho visto arrivare la palla all’ultimo e sono intervenuto in modo scomposto. Peccato perché magari la partita sarebbe andata in un’altra maniera, invece ora siamo stati risucchiati in piena zona playout. Mi dispiace sentire certe critiche da parte della società, perché questi signori sono arrivati da poco e magari non sanno cosa abbiamo passato in questi mesi: ne prendo atto, ma non condivido».

 

di Claudio Marconi

 

La nota

Perdere una partita ci sta. Anche due o tre quando sei costruito per non offendere e miri a salvarti. Quel che non ci sta – che poi è ciò che abbiamo visto oggi al Del Conero contro un modesto Lumezzane – è come perdi.

Se non hai idee, cara Ancona, se non riesci a costruire trame di gioco convincenti, se non riesci ad inquadrare la porta avversaria neppure una volta, se i tuoi esterni d’attacco non entrano mai in area, se sbagli tre appoggi su quattro e – soprattutto – se non possiedi il senso del sacrificio e non corri, sei davvero brutta da vedere.

Ed oggi brutta lo sei stata davvero.

Talmente brutta che a guardarti s’è arrabbiato anche il mister. E s’è arrabbiato anche Ugo Mastropietro, uno degli ultimi dirigenti arrivato da fuori. Il suo intervento in sala stampa non  c’è piaciuto per niente. Se l’è presa con Brini: “sarà lui a dover togliere le castagne dal fuoco; non certo io”; se l’è presa con i giocatori: “li valuteremo uno a uno e a gennaio chi non dimostra d’essere all’altezza della piazza la dovrà lasciare”. Ci auguriamo che almeno lui sia all’altezza della piazza…

Tira una brutta aria in società, e certi risultati non mitigano affatto le folate e certi spifferi gelidi. Perdere ci sta, è come lo fai che fa la differenza

 

di Paolo Fileni   


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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