Quel pasticciaccio brutto e pericoloso del Passo del Lupo

Un sentiero non per tutti chiuso da un’ordinanza della precedente Amministrazione Misiti ma che tutti continuano ad utilizzare

Sirolo, 16 giugno 2020 – Ci risiamo. Con l’arrivo della bella stagione e l’inizio di quella turistica, come ogni anno si ripresenta puntuale la vicenda del Passo del Lupo. Un sentiero bellissimo che dalla sommità del massiccio del Conero scende lungo la falesia verso il mare e le spiagge sirolesi, fino all’ambita meta della spiaggia delle Due Sorelle.

Sirolo – Veduta della falesia del Conero e delle Due Sorelle

Un sentiero dal quale è possibile godere di un panorama unico ed eccezionale ma, proprio per questo, un sentiero molto pericoloso per chi lo percorre se lo fa senza la dovuta preparazione e idonea attrezzatura. Un sentiero conosciutissimo e piuttosto frequentato dai locali e dagli anconetani, meno conosciuto e sottovalutato dai turisti. Tanto che dopo alcuni incidenti verificatisi lungo il sentiero a danno proprio di qualche turista sprovveduto, con l’Ordinanza n. 34 del 22 agosto 2013 l’allora Amministrazione Misiti lo aveva chiuso alla fruizione pubblica. Ordinanza tutt’ora in vigore.

Da quella data il sentiero è stato lasciato a se stesso. Complice anche l’Ente Parco del Conero che nel 2010 declinò la proposta di Misiti di destinare la somma di 54mila euro alla messa in sicurezza e gestione del sentiero Passo del Lupo, come spiegato dallo stesso Misiti nell’articolo da noi pubblicato: (Corriere del Conero, 25 giugno 2018). Lasciato sì a se stesso, ma con le persone e i turisti che, ignorando il divieto, continuano ad utilizzarlo.

Fabia Buglioni di XSirolo

Quest’anno, puntuale, Franca Buglioni di XSirolo (all’epoca dei fatti raccontati, assessore della Giunta Misiti, ndr), torna sulla questione ribadendo: «Noi come gruppo X Sirolo, eravamo e siamo tuttora fortemente convinti che il sentiero vada riaperto, ma con le parole d’ordine: gestione, manutenzione, monitoraggio, comunicazione!»; ribadendo come: «anche questo weekend, diverse decine di persone sono scese per il sentiero del Passo del Lupo, forte attrattiva per gli amanti delle escursioni, ma molto spesso frequentato da chi percepisce tale sentiero come una via d’accesso ad una spiaggia meravigliosa».

Che il Passo del Lupo vada riaperto se lo augurano gli anconetani, i sirolesi e pure i turisti. Che vada riaperto in totale sicurezza e con la dovuta manutenzione è l’auspicio anche dell’attuale sindaco Filippo Moschella, purché si realizzino due punti essenziali.

Sirolo – Il sindaco, Filippo Moschella

«La riapertura del Passo del Lupo era uno dei punti del nostro programma – spiega Moschella – Per questo ho incaricato un legale che valuti tale possibilità senza che vi siano eventuali ricadute di responsabilità nei confronti del Comune. L’altra condizione essenziale è un’indagine tecnica seria che assicuri la fruibilità del sentiero in totale sicurezza. Che indichi cioè quali interventi vanno fatti per poterlo utilizzare. Senza escludere la possibilità del non utilizzo se l’esame tecnico valutasse troppo pericolosa la struttura franosa della falesia».

In ogni caso, il primo cittadino di Sirolo assicura che al momento: «Resta il divieto di utilizzo del sentiero fino a quando non avremo le risposte legali e tecniche richieste. Certo, non possiamo sorvegliarlo 24 ore su 24, ma se le forze dell’ordine trovano turisti che vi si avventurano questi verranno quantomeno multati».

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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