Parco del Conero: terminata la manutenzione dei sentieri

Interessate anche le aree di sosta i punti panoramici e il ripristino della segnaletica e delle protezioni. Interventi al Bosco Mancinforte a Camerano, nell’area umida presso il fiume Musone e in quella nei pressi della Cava di Massignano

Sirolo, 1 giugno 2020 – La ripresa dei cantieri ad aprile, con l’inizio della Fase 2, ha permesso la prosecuzione dei lavori di manutenzione delle aree del Parco del Conero. Ed entro i tempi tecnici prestabiliti sono stati completati.  Ora, tutto è pronto per l’avvio della stagione estiva.

L’importo complessivo dell’operazione è stato di 35.936,76 euro, e sono stati coinvolti 6 operai.

Gli interventi manutentivi sono stati finalizzati al miglioramento della sicurezza e della fruibilità del Parco, con un focus sulla rete sentieristica e le aree di sosta collegate. Inoltre, i lavori hanno coinvolto anche alcune aree specifiche  gestite dal Parco, tra cui il Bosco Mancinforte nel Comune di Camerano, l’area umida presso il fiume Musone, l’area nei pressi della Cava di Massignano e delle altre cave sul sentiero 305.

Con il tempo, infatti, le strutture di arredo e la segnaletica erano andate deteriorandosi richiedendo interventi di manutenzione: sostituzione della cartellonistica (pannelli inizio sentiero, pannelli didattici e Vista point) e della segnaletica verticale in legno (tabelle direzionali dislocate nei sentieri) nonché degli elementi di arredo in vario modo danneggiati.

Gli interventi nello specifico:

Segnaletica

È stata ripristinata tutta la segnaletica direzionale, costituita da tabelle in legno della tipologia utilizzata dal Cai, adottata dal Parco sin dal 2012, con indicazione di tutte le varianti dei sentieri ufficiali. Riposizionati i pannelli “Vista point” e di inizio sentiero con le relative bacheche. È stata effettuata, inoltre, la manutenzione del Sentiero Natura del Parco, con ripristino della segnaletica direzionale del percorso, consentendone una pronta riapertura.

Protezioni e sicurezza

I lavori di manutenzione hanno coinvolto il rifacimento delle staccionate che in più tratti costeggiano i sentieri sulle pendici del Monte Conero: sul sentiero 306 (S. Andrea) al Belvedere Nord, sul sentiero 301a e a Pian Grande sul sentiero 301 (Traversata del Conero). Inoltre sono stati ripristinati gli scalini in legno che conducono alla cava di Massignano all’inizio del sentiero 306 e sul sentiero 314 di Capo d’acqua.

Le aree di sosta

Nelle aree di sosta sono stati eseguiti sfalci della vegetazione e ripristinate le attrezzature, in particolare: lungo il sentiero 305 di S. Lorenzo sono stati ripristinati tavoli e staccionate e, nella cava ex Sharon, è stata eseguita la manutenzione della scala per l’osservazione, sulla parete rocciosa, del limite K/T ovvero un’importante formazione geologica che indica il passaggio cronologico dal periodo Cretaceo  all’era Terziaria o Cenozoica.

I danni del maltempo

Il Parco con questo appalto è riuscito a far fronte anche ad interventi determinati da eventi climatici legati al forte vento, quali la rimozione dei numerosi alberi caduti sui sentieri: 12 solo sul 307 (Grotte Romane), lungo la sua variante 307b, numerosi a Monte Colombo sul sentiero 315 (Anello della Pecorara) e sul 319 dove si snoda il percorso cicloturistico nei pressi del fiume Musone, che conduce nella zona dell’area umida del Parco. In questo tratto è stato ricostruito il parapetto e la pavimentazione del ponticello in legno di attraversamento del fossato danneggiato da una grande quercia abbattuta dal vento. Contestualmente si è provveduto alla sostituzione delle bacheche con pannelli di inizio sentiero.

Regimentazione delle acque

Un intervento importante di regimazione delle acque è stato eseguito all’inizio del sentiero 301 al Poggio di Ancona, con riapertura dei fossatelli laterali alla sede del sentiero e convogliamento delle acque nel fossato esistente a valle. Questo intervento ha risolto la problematica, che ogni anno si presenta, del deflusso su strada di detriti e terra provenienti dal sentiero in caso di piogge abbondanti.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

© riproduzione riservata


link dell'articolo