Parco del Conero più dinamico e meno burocratizzato

C’è il via libera dell’Ente per attuare modifiche al regolamento

Sirolo, 26 marzo 2021 – Il Consiglio direttivo del Parco del Conero ha dato il via libera alla composizione di una commissione interna per l’attuazione di modifiche al regolamento dell’Ente. Tra i principali obiettivi, il raggiungimento di una semplificazione normativa e un maggior coinvolgimento dei Comuni che compongono il direttivo sulle scelte legate al rilascio dei nulla osta. A presiedere la commissione è l’architetto Giacomo Circelli, referente per il Comune di Ancona nel direttivo del Parco; mentre l’incarico di redigere la bozza sulle modifiche va all’architetto Ludovico Caravaggi, responsabile tecnico del Parco.

La seduta del Consiglio direttivo svoltasi lo scorso 22 marzo ha segnato un sostanziale punto di svolta per quello che sarà un nuovo approccio alle procedure tecniche dell’Ente. In un’ottica di snellimento della burocrazia, e in linea con una visione più dinamica del Parco del Conero già delineata dal presidente Daniele Silvetti, si è deciso di procedere con la costituzione di una commissione interna volta ad operare alcune modifiche al regolamento, finalizzate ad una semplificazione e aggiornamento dello stesso.

Daniele Silvetti, neo presidente del Parco del Conero

La commissione sarà composta dai referenti di ciascun Comune facente parte del Consiglio direttivo, ovvero: arch. Giacomo Circelli per il Comune di Ancona, Roberto Roldi (Comune di Camerano), Marco Piangerelli (Comune di Sirolo), Mario Paolucci (Comune di Numana). A presiedere la commissione è stato incaricato l’architetto Giacomo Circelli che, in particolare, si occuperà di mettere in costante collegamento gli uffici tecnici dei quattro Comuni e dell’Ente Parco del Conero nella persona dell’architetto Ludovico Caravaggi, responsabile dell’ufficio urbanistica e territorio.

L’architetto Circelli si è subito attivato nel coordinare i vari tavoli di lavoro, prodigandosi ad avviare i primi incontri tra gli uffici tecnici comunali.

Scorci del Parco del Conero (foto Marche Travelling)

In particolare, gli obiettivi che si intendono raggiungere nella rivisitazione del regolamento del Parco del Conero sono:

  • Semplificazione normativa
  • Snellimento delle procedure
  • Maggiore coinvolgimento dei Comuni nelle procedure di rilascio dei nulla osta
  • Certezza della norma

A poche settimane dall’ufficiale insediamento del neo-presidente Daniele Silvetti e del nuovo Consiglio direttivo, il Parco del Conero conferma l’auspicato cambio di passo.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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