Il Parco del Conero invita i cittadini a monitorare Rettili e Anfibi

Coinvolge l'area protetta che si estende nei Comuni di Ancona, Camerano, Sirolo, Numana

Sirolo, 2 febbraio 2022 – Nel territorio del Parco del Conero è in corso una campagna di monitoraggio di anfibi e rettili che durerà per l’intero 2022, utile per aggiornare il quadro delle conoscenze sulla presenza e sulla distribuzione di questi preziosi vertebrati, ottimi bioindicatori dello stato di salute degli ecosistemi.

Non saranno solo i ricercatori e il personale tecnico dell’Ente Parco ad eseguire l’attività perché tutti i cittadini, turisti e semplici fruitori del territorio del Parco del Conero, potranno contribuire. «Le osservazioni, anche occasionali, relative ad Anfibi come rane, rospi, tritoni e Rettili come lucertole, gechi, testuggini e serpenti – spiega il direttore Marco Zannini – sono preziose e non occorre essere esperti».

Il materiale fotografico raccolto insieme alla compilazione della specifica scheda di segnalazione scaricabile anche dal sito internet, www.parcodelconero.org sarà analizzato dagli esperti erpetologi.

Marco Zannini, direttore del Parco del Conero

«Per i più avvezzi alle tecnologie – aggiunge il Direttore del Parco – sarebbe utile inviare non solo la foto ma anche un breve video o una registrazione audio nel caso di canti riproduttivi emessi dagli Anfibi e, soprattutto, indicare la localizzazione di google-maps, o riportando il dato fornito dal gps del proprio dispositivo».

Al termine delle attività di monitoraggio i risultati saranno resi noti attraverso uno o più incontri aperti al pubblico, evidenziando il ruolo svolto dai cittadini in questo progetto di “scienza partecipata” (o “Citizen Science”).

«La tutela di uno scrigno di biodiversità come il Parco del Conero passa in gran parte dai comportamenti virtuosi di coloro che fruiscono dell’ambiente naturale – conclude Zannini – ed è per questo che riteniamo che coinvolgere in questa semplice attività contribuisca ad accrescere la consapevolezza che la conservazione sia un obiettivo raggiungibile con l’impegno di tutti, e che non possa essere demandato solo a chi amministra e gestisce l’area protetta».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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