Il Parco del Conero entra nel merito dell’Area Marina Protetta

“Uno sguardo a lungo raggio e una visione condivisa fra i territori. Queste le linee guida su cui sviluppare progettualità per migliorare fruizione e utilizzo delle aree naturali”

Sirolo, 21 novembre 2020 – In questi giorni di abbondanti disquisizioni sul bivio da intraprendere per il futuro dell’Area Marina Protetta, anche l’Ente Parco del Conero sente la necessità di dire la sua ponendo l’accento su un livello ulteriore rispetto alla singola questione.

Il Parco del Conero copre un’area di competenza di più Comuni – si legge nella nota – E molto spesso viene utilizzato da ciascuno come fiore all’occhiello per la promozione turistica dei singoli territori. Ne emerge, dunque, la necessità di una programmazione ampia e condivisa dalle realtà territoriali che lo compongono per intravedere una progettualità che miri a garantirne un futuro”.

Parco del Conero (foto di Enzo Torelli)

Su questo aspetto Il Parco auspica una riflessione e una concertazione tempestiva “perché vengano tracciate delle linee che coprano argomentazioni chiave, tenendo presente il forte rapporto turismo-biodiversità che da sempre contraddistingue l’area del Parco e ne caratterizza il valore aggiunto. Per non parlare dell’intera filiera agroalimentare che rappresenta l’essenza dell’utilizzo consapevole di un’area naturale protetta, in cui la produzione di beni alimentari convive e coesiste con il contesto ambientale, preservandolo e rendendolo parte del proprio brand”.

Temi che, inevitabilmente, in questi giorni sono tornati di grande attualità, ma che il Parco del Conero crede debbano essere affrontati in una modalità unitaria, evitando di proseguire su uno scollamento tra esigenze dei singoli territori e risorsa ambientale.

Inoltre, l’Ente Parco, nel cui direttivo siedono i Sindaci dei Comuni interessati dall’area naturale protetta, la Regione, l’Università e le categorie economiche, si dice: “sempre aperto ad accogliere le istanze dei singoli rappresentanti, così da affrontare le varie argomentazioni con un approccio inclusivo e volto al bene del territorio, dei suoi abitanti e dei turisti”.

Il Parco, infatti, è meta di turisti: “Ed è bene che lo sia – conclude la nota dell’Ente – Ma è anche luogo di sviluppo nella ricerca scientifica della sostenibilità. È esempio di biodiversità che, se tutelata e valorizzata, ne aumenterebbe il profilo d’interesse in tutti gli ambiti. Anche in quello turistico. È il momento di fare sintesi tra i territori contigui che insistono sull’area del Parco del Conero, perché un piano omogeneo di dibattito non può che favorire una migliore risoluzione di intenti”.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi