Urbanistica Osimo Stazione, progetto di mitigazione rischio idraulico

Verrà proposto dall’Amministrazione comunale al prossimo Consiglio

Osimo, 14 giugno 2022 – Nel Consiglio comunale di giovedì prossimo, l’Amministrazione proporrà una delibera sul progetto di mitigazione del rischio idraulico per interventi edilizi da realizzarsi all’interno delle aree ricadenti nella fascia di esondazione indicata dal Piano di assetto idrogeologico, ovvero quella di Osimo Stazione colpita dall’alluvione del 2006.

Considerato che alcune opere idrauliche accessorie, connesse alla realizzazione di una serie di casse di espansione nel bacino del fiume Aspio e Rio Scaricalasino, sono state già realizzate dal Consorzio di Bonifica delle Marche per un importo di 1.200.000 euro, «si può già ora deperimetrare l’area a rischio – spiega il sindaco Simone Pugnalonie consentire agli imprenditori di intervenire sui propri capannoni industriali con demolizioni, ampliamenti o nuovi insediamenti, che dal 2006 sono invece impediti dalle norme di attuazione del Pai nella zona di Osimo Stazione».

La proposta di mitigazione, che ricade nel più ampio lavoro di variante generale al Prg che l’Amministrazione comunale sta portando avanti, «valuta positivamente la necessità di ridurre le condizioni di rischio esondazione dell’area edificabile – continua il primo cittadino osimano – ma al contempo tra le prescrizioni ne prevede una vincolante. Una percentuale degli oneri di urbanizzazione primaria derivanti dagli interventi attuabili, andranno infatti destinati esclusivamente a lavori di manutenzione e messa in sicurezza delle aree a rischio ricadenti negli ambiti urbanizzati e di competenza comunale. Si ritengono fondamentali non solo gli interventi di manutenzione straordinaria come le casse di espansione, ma soprattutto la manutenzione ordinaria, come la pulizia del reticolo idrografico minore e l’attività di monitoraggio e sorveglianza delle emergenze, che potrà essere finanziata dagli oneri di urbanizzazione».

Osimo – Il sindaco Simone Pugnaloni

In una fase storica come questa, con le aziende in crisi, l’Amministrazione comunale ritiene importante dare nuove opportunità alla zona industriale di Osimo Stazione, che tanto interesse raccoglie dagli investitori privati, ma sempre con un occhio di riguardo alle attività di tutela del territorio. «Come sindaco – conclude Pugnaloni – era un obiettivo al quale ho lavorato a lungo e per il quale ora siamo vicini al traguardo. Se finora la zona era praticamente bloccata, questo progetto, se approvato dal Consiglio e poi dall’Autorità di Bacino, potrà dare nuovo slancio all’economia e all’edilizia di Osimo Stazione, come hanno chiesto da tempo le associazioni di categoria e gli imprenditori».

La proposta di mitigazione andrà ora inviata all’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appenino Centrale per avere il necessario parere vincolante. Le eventuali prescrizioni saranno recepite in un successivo ed apposito nuovo atto di Giunta.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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