È osimana una dei 25 Ambassador italiani de “I Borghi più belli d’Italia”

Eleonora Antonelli: “Contribuiremo a preservare tradizioni e valori, eccellenze, peculiarità, qualità della vita, promuovendo i piccoli borghi”

Osimo, 31 dicembre 2021 – L’associazione de “I Borghi più belli d’Italia” nasce nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) con l’obiettivo di garantire attraverso la tutela, il recupero e la valorizzazione, il mantenimento di un patrimonio di monumenti e di memorie che altrimenti andrebbe irrimediabilmente perduto.

Nell’elenco de “I borghi più belli d’Italia” si contano circa 350 località di cui si occuperanno i primi 25 Ambassador già nominati. Una di questi è l’osimana Eleonora Antonelli, 44 anni, laurea in Scienze Politiche, che da oltre 15 anni si occupa di turismo e promozione del territorio. Appassionata di fotografia, viaggi e visual storytelling, da quasi 10 anni è membro del team IgersMarche.

Eleonora Antonelli

«Sono particolarmente lieta di avviare questa esperienza professionale – dice Eleonora Antonelli – e puntiamo, attraverso lo storytelling e le foto, a preservare tradizioni e valori, raccontare non solo la bellezza architettonica di un borgo, ma la sua vita, la sua storia, valorizzando eccellenze, peculiarità, qualità della vita, promuovendo l’italianità attraverso la creazione di contenuti digitali».

L’obiettivo del progetto Ambassador, destinato a crescere ed ampliarsi nel 2022, non è una semplice operazione di promozione turistica integrata, ma nasce dall’idea di promuovere e difendere un territorio e la sua comunità. Gli sviluppi del progetto sono molto interessanti.

«Abbiamo l’ambizione di costruire un format multipiattaforma da Instagram a Raiplay – ha aggiunto Eleonora – nel quale racconteremo le storie di piccole comunità, tutti luoghi certificati e da salvare. Per me, è una tappa del percorso avviato qualche anno fa con la partecipazione ai progetti post Sisma 2016 di promozione e valorizzazione del territorio, come “Riparti dai Sibillini”, “Risorgimarche” e che guarda agli obiettivi della legge regionale sulla Valorizzazione dei borghi storici presentata a iniziativa della Giunta regionale, con una forte impronta del presidente Francesco Acquaroli nella sua doppia veste anche di assessore al Turismo».

Nelle Marche c’è tanto da raccontare. «Il mio compito sarà contribuire a dare visibilità ai borghi e centri storici delle aree interne – ha spiegato in conclusione la neo Ambassador – per rivitalizzare il tessuto socio-culturale ed economico-produttivo, la valorizzazione dei prodotti enogastronomici, la sapienza artigiana e la riqualificazione del tessuto urbano».

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo